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Innovazione digitale e artigianato: gli incentivi del Ministero dello Sviluppo Economico dall’1 marzo

Le imprese attive o interessate ad operare nella manifattura sostenibile e nell’artigianato digitale dall’1 marzo potranno accedere a due sovvenzioni messe a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico:

la prima – un finanziamento a tasso zero – a copertura del 70 percento dell’importo del programma ammesso alle agevolazioni sarà parzialmente rimborsabile,

la seconda – un contributo in conto impianti e/o conto gestione – pari al 20 percento dell’importo complessivo del programma considerato ammissibile non sarà da restituire.

Nello specifico, queste misure saranno destinate alle reti di imprese (associazioni temporanee di imprese, raggruppamenti temporanei di imprese, contratti di rete) ed ai consorzi, che siano costituiti da almeno 5 imprese e che vedano al loro interno la presenza di imprese artigiane ovvero microimprese in misura almeno pari al 50% dei partecipanti.

I fondi saranno a disposizione per progetti inerenti la creazione e lo sviluppo di

  • centri per l’artigianato digitale, anche virtuali, in cui si svolgano attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla creazione di nuovi software e hardware a codice sorgente aperto, in grado di concorrere allo sviluppo delle tecnologie di fabbricazione digitale e di modalità commerciali non convenzionali, nonché alla diffusione delle conoscenze acquisite alle scuole, alla cittadinanza, alle imprese artigiane e alle microimprese;
  • incubatori in grado di facilitare, attraverso la messa a disposizione di spazi fisici, di dotazioni infrastrutturali e di specifiche competenze, lo sviluppo innovativo di realtà imprenditoriali operanti nell’ambito dell’artigianato digitale;
  • centri finalizzati all’erogazione di servizi di fabbricazione digitale come la modellizzazione e la stampa 3D, la prototipazione elettronica avanzata, il taglio laser e la fresatura a controllo numerico, nonché allo svolgimento di attività di ricerca e sviluppo centrate sulla fabbricazione digitale.

I progetti dovranno altresì prevedere a) spese ammissibili, al netto dell’IVA, non inferiori a euro 100.000,00 e non superiori a euro 800.000,00, b) una durata non inferiore a 24 mesi e non superiore a 36 mesi dalla data di ricezione del decreto di concessione e c) forme di collaborazione con Istituti di ricerca pubblici, Università, Istituzioni scolastiche autonome ed Enti autonomi con funzioni di rappresentanza del tessuto produttivo.

Le domande, corredate della relativa documentazione (Reti di impresa per l’artigianato digitale – Bando), dovranno essere inviate entro le ore 12 del 30 marzo 2017 all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dgiai.artigianatodigitale@pec.mise.gov.it.

Ciascuna domanda pervenuta sarà valutata secondo una graduatoria fino ad esaurimento delle risorse disponibili. In caso di parità tra più progetti prevarrà quello con il minor costo presentato.

Avv. Marco De Paolis

STUDIO LEGALE DE PAOLIS
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Investimenti in ricerca e sviluppo: gli incentivi 2017

La Legge di Bilancio 2017, oltre ad aver innalzato al 30% l’agevolazione fiscale per chi investe in società innovative (qui il post del 16 dicembre sull’argomento – Startup/pmi innovative: agevolazione fiscale al 30% sugli investimenti eseguiti dall’1 gennaio 2017), contiene altre misure d’incentivazione per le imprese attive nello sviluppo e nella produzione di prodotti o servizi ad alto valore tecnologico.

Quali sono queste misure?

a) il credito di imposta pari al 50% dell’investimento in attività di ricerca e sviluppo (es. nuovo software, nuovo modello industriale), raddoppiato rispetto al precedente pari al 25%. Questo investimento il primo anno è interamente agevolato senza la necessità di calcolare l’eccedenza della media dei precedenti periodi d’imposta. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi per le attività in ricerca e sviluppo sono sostenuti. Gli investimenti agevolati potranno essere effettuati fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2020.

b) il superammortamento al 40% sugli investimenti (in proprietà o tramite leasing) in beni materiali e strumentali nuovi entro il 31 dicembre 2017.

c) l’iperammortamento pari al 150% del costo di acquisizione di impianti e macchinari ad alto contenuto tecnologico atti a favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale (cd. industria 4.0), tra cui i beni strumentali, il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati, sistemi per l’assicurazione della qualità e dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0. Alle imprese, che beneficiano dell’iperammortamento, è concessa un’ulteriore agevolazione, consistente nella maggiorazione del 40% del costo di acquisizione di alcuni beni immateriali (es. software, sistemi, piattaforme e applicazioni, idonei a interconnettere i suddetti beni strumentali).

Per accedere alle agevolazioni è sufficiente un’autocertificazione del legale rappresentante, che attesti la sussistenza nel bene delle caratteristiche tecniche e la sua interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per gli acquisti di costo unitario superiore a 500.000 euro l’attestazione dovrà essere effettuata mediante una perizia tecnica giurata di un professionista abilitato.

La Legge Sabatini-ter consente di cumulare le misure del superammortamento e dell’iperammortamento ed estende al 31 dicembre 2018 il termine per accedere ai finanziamenti agevolati e ai contributi statali per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi da parte delle piccole e medie imprese, con un contributo statale maggiorato per gli investimenti in nuove tecnologie (big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, ecc.).

Avv. Marco De Paolis

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Startup innovative, proprietà intellettuale ed industriale – intervento 29 ottobre 2016

Metto oggi a disposizione le slide, presentate durante il mio intervento del 29 ottobre 2016 al FabLab di Villanuova sul Clisi (BS), in occasione della II^ edizione di VALLESABBIA Restart, il progetto della Regione Lombardia e della Comunità Montana di Valle Sabbia per la promozione dell’imprenditoria giovanile ed innovativa nel territorio della Valle Sabbia.

Nelle slide sono illustrate le principali disposizioni di legge sulle startup innovative, i nuovi vantaggi per queste imprese (es. costituzione senza notaio, aumento al 30% delle agevolazioni fiscali per gli investitori, azienda sponsor, credito d’imposta al 50% per ricerca e sviluppo), unitamente ad una sintesi su cosa tuteli il diritto d’autore (es. il software, le banche dati) e cosa invece sia protetto dalla proprietà industriale (es. marchi, brevetti, disegni e modelli).

Avv. Marco De Paolis
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DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
INTERNAZIONALIZZAZIONE E STARTUP
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presentazione-avv-marco-de-paolis-convegno-29-10-16

Finanziamenti dalla Regione Puglia per le nuove imprese con il piano PIN – Pugliesi Innovativi

 

PIN – Pugliesi Innovativi* è il programma dell’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Puglia, che si propone di supportare i progetti imprenditoriali ad alto potenziale di sviluppo locale nell’ambito dell’innovazione culturale (es., valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e artistico), tecnologica (es., innovazioni di prodotto e di processo) e sociale (es., servizi per favorire l’inclusione sociale).

La Regione mette a disposizione un finanziamento compreso tra 10.000 e 30.000 euro a fondo perduto da destinare alla copertura delle spese di gestione e degli investimenti del primo anno di attività. Saranno, altresì, offerti servizi per favorire la formazione e lo sviluppo delle competenze erogati dall’ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione – e co-progettati con gli stessi beneficiari.

Al programma possono accedere gruppi informali di almeno due giovani residenti in Puglia, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che hanno un’idea imprenditoriale innovativa e vogliono svilupparla.

La presentazione delle candidature sarà possibile a partire dall’1/09/2016 mediante un business model canvass con cui deve essere descritta l’idea imprenditoriale.

Attenzione! Il bando del programma PIN funzionerà a sportello e ha una dotazione finanziaria pari a 10 milioni di euro. Pertanto, l’accesso avverrà secondo l’ordine di data delle candidature e fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

Avv. Marco De Paolis
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per informazioni: info@studiomarcodepaolis.it

PIN – Pugliesi Innovativi

Ricerca e sviluppo nelle imprese innovative e industria 4.0 – i chiarimenti del Ministero dello Sviluppo Economico

L’innovazione di un’impresa sussiste se la stessa presenta almeno uno (startup) o due (PMI) dei tre parametri previsti dall’art. 25 del D.L. n. 179/2012 e dall’art. 4, comma 1, della L. n. 33/2015: 1) volume della spesa in ricerca e sviluppo, 2) personale qualificato, 3) possesso di beni tutelati secondo la proprietà industriale (brevetti) o intellettuale (software).

Sul terzo parametro (“titolarità, anche quale depositaria o licenziataria, di almeno una privativa industriale, relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero titolarità dei diritti relativi a un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tale privativa sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività di impresa) sono stati forniti alcuni importanti chiarimenti dal Ministero dello Sviluppo Economico:

– è startup/pmi innovativa la società che ha presentato domanda di brevetto in attesa di registrazione (parere n. 218430 del 29 ottobre 2015)

il Ministero ha dichiarato che il requisito è soddisfatto anche se la startup/pmi ha depositato formalmente un brevetto, ma è ancora in attesa della sua registrazione, in quanto il legislatore dispone che la società possa essere anche semplicemente “depositaria” di una privativa industriale.

è startup/pmi innovativa la società che ha diritti esclusivi su un software registrato (parere n. 218415 del 29 ottobre 2015)

il Ministero ha dichiarato che per “titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore” non si intende unicamente l’autore del programma, ma anche la persona fisica o giuridica titolare di diritti esclusivi sul software. Di conseguenza, aver stipulato un contratto, che consente lo sfruttamento economico in specifici Paesi del software, rende legittima la richiesta di registrazione nella sezione speciale del Registro delle imprese e conferma la sussistenza del requisito previsto dalla legge.

– è startup/pmi innovativa la società che abbia indicato un brevetto per modelli di utilità industriale quale requisito per accedere alla sezione speciale (parere n. 111865 del 21 aprile 2016)

il Ministero ha dichiarato che il modello di utilità soddisfa il requisito di cui alla lettera h) n. 3 dell’art. 25 del D.L. n. 179/2012 (ovvero, è una privativa industriale) e che, quindi, possa essere ritenuto valido per consentire alle società di accedere al registro delle startup innovative.

Con riferimento al requisito della ricerca e sviluppo il Ministero dello Sviluppo Economico ha inoltre chiarito che l’obbligo di indicazione delle spese in nota integrativa permane anche dopo l’entrata in vigore del D.lgs. n. 139/2015, che ha semplificato le modalità di redazione dei bilanci per le cd microimprese (parere n. 361851 del 17 novembre 2016).

Le precisazioni del Ministero dello Sviluppo Economico mostrano il chiaro intento di promuovere l’imprenditorialità innovativa in tutte le sue forme, di consentire lo sviluppo delle migliori idee e di sostenere lo sviluppo di brevetti e di software specie nell’ottica dell’attuazione della cd. “Industria 4.0” che, mediante lo sfruttamento dei dati e delle tecnologie digitali, punta a rendere più connessa ed efficiente l’intera catena del valore nei settori manifatturieri. Con queste indicazioni le imprese stesse possono concentrare le loro risorse in ciò che costituisce innovazione secondo la legge ed accedere alle cospicue agevolazioni previste (qui il post su Investimenti in ricerca e sviluppo: gli incentivi 2017).

Avv. Marco De Paolis
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