Tag: statuto societario

Startup: per attrarre investitori puntare più sul loro coinvolgimento operativo che sul business plan

Per lo sviluppo di una startup raccogliere un investimento è una priorità. Nelle prime fasi di sviluppo il reperimento degli investitori si scontra con l’elevato livello di rischio derivante dalla difficoltà di prevedere l’evoluzione della società. Puntare tutto sul business plan non è sufficiente: non sempre è lo strumento più idoneo per valutare se l’impresa merita o meno un investimento.

Per attrarre un investitore è allora opportuno seguire alle soluzioni.

Una di queste è la partecipazione al management. Utilizzare le sue conoscenze e competenze può essere un’opportunità per valorizzare al meglio il prodotto o rendere più efficiente il funzionamento operativo della società.

Proporre degli obiettivi da raggiungere (cd. milestones) è un’altra modalità che permette di rafforzare, agli occhi di un investitore, la credibilità di un team circa la sua capacità di saper sviluppare il modello di business ed il prodotto.

Il coinvolgimento nella governance è altrettanto strategico per ingaggiare un investitore. Gli può essere garantita la presenza non esecutiva negli organi amministrativi e di controllo così come diritti di veto in assemblea e nel Consiglio di Amministrazione per decisioni di natura straordinaria sull’organizzazione e la gestione della società.

Non da ultimo, è opportuno presentare all’investitore una strategia di way-out per recuperare il suo investimento, che può concretizzarsi nella cessione delle quote/azioni ad un’altra società oppure ad un soggetto finanziario (Venture Capital/Business Angel) o attraverso il riacquisto della sua partecipazione da parte dei fondatori. Le clausole statutarie di covendita (drag along e tag along) sono utili per valorizzare l’investimento in occasione dell’uscita dalla compagine sociale. La clausola drag along prevede che, in caso di cessione della propria partecipazione da parte del socio di maggioranza, quello di minoranza ha l’obbligo di unirsi alla transazione e cedere la propria partecipazione. La clausola tag along, invece, attribuisce al socio di minoranza  il diritto di unirsi alla vendita delle quote di maggioranza, cedendo la propria partecipazione alle medesime condizioni offerte dai terzi acquirenti.

Avv. Marco De Paolis

STUDIO LEGALE DE PAOLIS
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
T. +39 030 2421245
F. +39 030 2449678
E. marco.depaolis@studiomarcodepaolis.it

 

Costituzione con firma digitale di srl startup innovative: al via il 20 luglio

Dal 20 luglio 2016, attraverso la piattaforma startup.registroimprese.it, sarà possibile, in via facoltativa e alternativa rispetto alla modalità ordinaria tramite atto pubblico, redigere e sottoscrivere con firma digitale gli atti costitutivi e gli statuti delle startup innovative in forma di società a responsabilità limitata secondo quanto previsto dall’articolo 24 del D. lgs. n. 82/2005.

Trovano, quindi, attuazione le disposizioni dell’articolo 4, comma 10 bis, del Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito con Legge 24 marzo 2015, n. 33, volte a semplificare e velocizzare il processo di avvio delle srl destinate ad assumere la status di startup innovative*.

Avv. Marco De Paolis
————————————————–
DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
INTERNAZIONALIZZAZIONE E STARTUP
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
T. +39 030 2421245
F. +39 030 2449678
E. marco.depaolis@studiomarcodepaolis.it

Circolare 3691/C del 1 luglio 2016 – Modalità di costituzione delle società a responsabilità limitata start-up innovative

Più tutele per i soci di minoranza

Dalla Corte di Cassazione (Sentenza Cass. n. 4967 del 14 marzo 2016) è stata formulata una pronuncia che chiarisce, per la prima volta, come vadano tutelati i soci di minoranza nel caso in cui debba essere modificata una clausola con cui venga loro riservato un quorum qualificato, ovvero maggiorato rispetto a quello ordinario.

Secondo i giudici di legittimità, qualora lo statuto sociale preveda, a tutela della minoranza, un quorum decisionale qualificato per l’assunzione di una determinata delibera assembleare, quella clausola non può essere modificata, nel silenzio dello statuto, con il quorum decisionale ordinario previsto le modifiche statutarie. Occorre, in tal caso, che la modifica sia approvata con maggioranza qualificata, ovvero con i voti favorevoli della minoranza a cui garanzia è stata prevista.

Pertanto,  se per la minoranza sussiste un potere di interdizione in determinate materie,  la Cassazione sostiene che la maggioranza non qualificata non possa modificare liberamente la previsione che attribuisce alla minoranza il predetto potere.

Avv. Marco De Paolis
————————————————–
DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
INTERNAZIONALIZZAZIONE E STARTUP
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
T. +39 030 2421245
F. +39 030 2449678
E. marco.depaolis@studiomarcodepaolis.it

Costituzione di startup senza notaio: attenzione agli obblighi antiriciclaggio

Il decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 17 febbraio 2016, che consente la costituzione delle startup innovative senza intervento del notaio, mediante un modello standard in forma digitale*, prevede, in sede di apertura della società, l’adempimento degli obblighi antiriciclaggio a carico dei soci costituenti.

L’art. 2, comma 2, lett. k, del decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 17 febbraio 2016, richiede infatti che i soci costituenti dimostrino al Registro delle Imprese di aver adempiuto agli obblighi previsti ai sensi del D.lgs. n. 231/2007, titolo II (legge antiricilaggio). Si tratta di un onere non di poco conto considerata la complessità della normativa di settore, che impone obblighi di adeguata verifica della clientela, di registrazione e di segnalazione di operazioni sospette. La violazione delle norme pone sanzioni sia penali che amministrative in capo ai soggetti inadempienti. Quindi, i soci costituenti devono essere molto cauti al fine di evitare di avviare un’impresa con il gravame di procedimenti, anche di natura penale, a proprio carico e delle conseguenze connesse.

La soluzione formulata dal decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 17 febbraio 2016 pare anche contraddittoria con uno dei fini della legge antiriciclaggio: scarica sui controllati l’obbligo di adempimenti che spetterebbero, come avviene nei casi ordinari, sui professionisti prestatori dei servizi. Mancherebbe, infatti, un importante controllo nel merito delle condizioni di legalità, considerato che il Registro delle Imprese non ha questo onere né il decreto ministeriale glielo attribuisce in via eccezionale.

Pertanto, è consigliabile, in sede di costituzione di una startup, anche con il modello digitale,  incaricare persone esperte e con le competenze necessarie per provvedere ad ogni adempimento richiesto dalla legge per queste operazioni.

Avv. Marco De Paolis
————————————————–
DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
INTERNAZIONALIZZAZIONE E STARTUP
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
T. +39 030 2421245
F. +39 030 2449678
E. marco.depaolis@studiomarcodepaolis.it

* Questo il nostro articolo sulla costituzione senza notaio delle startup innovative: Startup innovative: come avverrà la costituzione digitale senza notaio.

 

Startup innovative: come avverrà la costituzione digitale senza notaio

In attesa del decreto, con cui il Ministero dello Sviluppo Economico approverà il modello, che permette la costituzione di società startup innovative, nella forma di società a responsabilità limitata (non semplificata), mediante la sottoscrizione digitale, senza l’intervento del notaio (art. 4, comma 10-bis, del D.l. n. 3/2015), con il presente articolo ci proponiamo di anticipare quello che sarà il processo di avvio di queste imprese.

Una volta effettuata la costituzione, dovranno essere depositati al Registro delle imprese, competente per territorio in base alla sede legale, entro 20 giorni dall’ultima sottoscrizione, a) il modello informatico e b) la domanda di iscrizione nella sezione speciale dedicata alle startup innovative.

Il Registro delle imprese procederà, entro 10 giorni dalla data di protocollo del deposito, all’iscrizione provvisoria della società nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese con la dicitura “start-up costituita a norma dell’articolo 4 comma 10-bis del Decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3, iscritta provvisoriamente in sezione ordinaria, in corso di iscrizione in sezione speciale”.

Contemporaneamente, il Registro delle imprese effettuerà le verifiche sui requisiti di legge per la registrazione nella sezione speciale e, una volta completate, ove sussistenti, iscriverà la società eliminando la predetta dicitura provvisoria.

Avv. Marco De Paolis
————————————————–
DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
INTERNAZIONALIZZAZIONE E STARTUP
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
T. +39 030 2421245
F. +39 030 2449678
E. marco.depaolis@studiomarcodepaolis.it

Clausole anti-diluzione nei round d’investimento: come funzionano

Nelle lettere d’intenti, che precedono un investimento, sono frequentemente inserite clausole che tutelano l’investitore, già presente nella compagine sociale, in caso di un successivo round con emissione di quote ad un prezzo inferiore a quello fissato in occasione del precedente. Sono le cd. clausole di anti-diluizione.

Un esempio concreto? Un investitore è diventato socio al momento di un primo round, in cui le quote avevano una valutazione più alta di quella proposta ai nuovi finanziatori per il secondo round. Mediante le clausole di anti-diluizione l’investitore, già socio, dispone del diritto di ottenere, gratuitamente o ad un prezzo scontato, tante quote quante ne avrebbe dovute ricevere se il prezzo fosse rimasto invariato, evitando in tal modo di vedere ridotta la propria partecipazione.

Nella prassi sono state formulate due tipologie di clausole di anti-diluizione: la cd. full ratchet, consistente nella retrocessione di quote in favore dell’investitore così che la valutazione successiva inferiore sia applicata anche a quella antecedente, e la cd. weighted average, che permette la retrocessione di quote in favore dell’investitore fino ad un valore medio (o ponderato) fra la valutazione iniziale e quella successiva.

Queste clausole impattano sulla struttura proprietaria della società: possono, ad esempio, incidere sulle partecipazioni qualificate e, di conseguenza, sulle deliberazioni dell’assemblea straordinaria. Meritano, quindi, un’attenta valutazione ed una trattativa adeguata affinché siano adeguatamente formulate.

Avv. Marco De Paolis
STUDIO LEGALE DE PAOLIS
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
T. +39 030 2421245
F. +39 030 2449678
E. marco.depaolis@studiolegaledepaolis.it

Costituzione di una startup? Meglio una srl ordinaria che una semplificata

Chi intende costituire una startup, quando chiede assistenza per procedere con quest’attività, punta spesso ad utilizzare la variante della società a responsabilità limitata semplificata (srls). Questo modello societario suscita, infatti, molto interesse in quanto ritenuto più economico e più semplice nel funzionamento. Tuttavia, la realtà è ben diversa non essendo la srls economica ma, soprattutto, complessa e caratterizzata da una serie di restrizioni che ne ostacolano la piena operatività.
Esaminiamo, dunque, quali sono i limiti della srl semplificata:

a) il capitale sociale non può superare i 9.999,99 euro, il che rappresenta un ostacolo nel caso in cui si raccolgano finanziamenti per un importo superiore necessari per lo sviluppo della società;

b) le norme sul funzionamento e sull’amministrazione sono stabilite dalla legge e, quindi, non possono essere modificate per renderle più conformi alle esigenze dei soci. La srl semplificata si fonda su un atto costitutivo, il cui modello è stabilito a livello ministeriale, e non dispone di un suo specifico statuto, che costituisce lo strumento con cui i soci stabiliscono le loro regole. Per fare un esempio, le decisioni sono prese dai soci con le maggioranze stabilite dalla legge, che non si possono modificare;

c) l’accesso al credito e di finanziamenti è limitato;

d) i soci possono essere solo persone fisiche, non persone giuridiche (ad es. altre società);

e) i costi di gestione e la tassazione sono sono le stesse di una società ordinaria.

Fate, pertanto, attenzione a non farvi ingannare dal modello della srl semplificata, che può pregiudicare lo sviluppo e la crescita della vostra startup, e prendete in considerazione il modello della srl ordinaria, usufruendo sia dell’assenza del capitale sociale minimo (può essere anche qui pari almeno ad 1 euro) che della piena libertà di stabilire vostre regole di funzionamento ed amministrazione, oltre all’accessibilità più ampia agli strumenti di finanziamento.

Avv. Marco De Paolis
————————————————–
DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
INTERNAZIONALIZZAZIONE E STARTUP
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
T. +39 030 2421245
F. +39 030 2449678
E. marco.depaolis@studiomarcodepaolis.it

Clausola di prelazione: vale anche in caso di cessione dell’usufrutto sulle azioni

In continuità con l’articolo pubblicato ieri, abbiamo ritenuto opportuno dare segnalazione del recente orientamento del Comitato Interregionale dei Consigli Notarili delle Tre Venezie che, in materia di diritto societario, ha presentato il 19 settembre u.s. una massima inerente alla clausola di prelazione.

Questa massima stabilisce che è pienamente legittima l’applicazione della clausola di prelazione anche alla cessione dell’usufrutto sulle azioni. Si precisa, altresì, che, nel caso di costituzione di usufrutto, il diritto offerto agli altri soci dovrà avere le stesse caratteristiche di quello che si intende costituire a favore del terzo. Pertanto, ai soci sarà offerto un usufrutto commisurato alla vita del terzo nell’ipotesi in cui sia vitalizio.

Avv. Marco De Paolis
————————————————–
DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
INTERNAZIONALIZZAZIONE E STARTUP
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
T. +39 030 2421245
F. +39 030 2449678
E. marco.depaolis@studiomarcodepaolis.it

Clausola di prelazione nel trasferimento di quote societarie: le conseguenze in caso di violazione

La Corte di Cassazione (sentenza 8 aprile 2015, n. 7003, sez. I civile) è intervenuta in tema di clausola di prelazione stabilendo che “l’acquisto di quote sociali effettuato in violazione di tale previsione statutaria in favore dei soci determina l’inefficacia, nella sola misura in cui si realizzi un’alterazione nella proporzione fra le rispettive quote del relativo trasferimento nei confronti degli altri soci e della società, ma non anche la nullità del negozio traslativo tra il socio alienante ed il terzo acquirente“.

Merita alcune osservazioni questa pronuncia della Suprema Corte in considerazione del fatto la clausola di prelazione è uno degli strumenti più utilizzati dai soci allo scopo di derogare al principio generale della libera trasferibilità delle partecipazioni sociali.

Come noto, per effetto della prelazione, il socio intenzionato a vendere, in tutto o in parte, le proprie partecipazioni sociali deve offrirle preventivamente agli altri in conformità al procedimento ed alle tempistiche indicate nella clausola. Qualora nessuno dei soci abbia esercitato la prelazione nei termini concessi dallo statuto oppure nel caso in cui la prelazione non abbia interessato la totalità della partecipazione sociale da alienare, potrà essere autorizzata la cessione delle quote societarie ad un terzo contraente.

Quali sono le conseguenze in caso di mancato rispetto del vincolo di prelazione? Facendo propria la tesi, secondo cui, in violazione della prelazione, il trasferimento della partecipazione sociale è in ogni caso valido ed efficace tra le parti, la Cassazione ha stabilito a) l’inopponibilità della cessione della partecipazione sociale nei confronti della società e dei soci titolari del diritto di prelazione, b) l’obbligo di risarcire il danno eventualmente prodotto, e c) l’impossibilità di riscattare la partecipazione nei confronti dell’acquirente.

Avv. Marco De Paolis
————————————————–
DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
INTERNAZIONALIZZAZIONE E STARTUP
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
T. +39 030 2421245
F. +39 030 2449678
E. marco.depaolis@studiomarcodepaolis.it

Con le clausole di co-vendita più facile trovare l’accordo con gli investitori

La scelta di un investitore di sostenere un’iniziativa imprenditoriale non si fonda soltanto sui dati economico-finanziari ma anche sulle garanzie che gli vengono fornite circa la sua remunerazione e la valorizzazione della quota, che si presta ad acquistare.

Come si può dunque convincere un investitore? La soluzione è rappresentata dalle clausole di co-vendita rientranti nei diritti particolari dei soci previsti dall’art. 2468, comma 3, cod. civ.. Tra queste la più rilevante, nel nostro caso, è la cd. tag-along.

Questa disposizione, da inserire nello statuto o in un apposito patto parasociale, consente di attribuire al socio finanziatore il diritto di cedere la propria partecipazione alle medesime condizioni pattuite dal socio imprenditore con il terzo acquirente. Altresì, autorizza il soggetto intenzionato a cedere la propria partecipazione di farlo a condizione di ottenere dal suo acquirente l’impegno all’acquisto dell’intero capitale sociale alle medesime condizioni a lui riconosciute.

Mediante questa clausola l’investitore si garantisce anche la possibilità, qualora l’imprenditore decida di cedere la propria partecipazione ad un terzo, di prendere parte al trasferimento beneficiando di un premio di maggioranza.

In ogni caso, a pena di nullità, gli accordi di tag-along devono garantire al socio di maggioranza almeno il valore che gli spetterebbe in caso di recesso (c.d. principio di equa valorizzazione della partecipazione) e non escludere l’investitore da ogni partecipazione alle perdite della società (c.d. divieto del patto leonino). È altresì consentito prevedere che il prezzo pagato dal terzo sia ripartito in maniera non proporzionale rispetto alle partecipazioni possedute.

Dedicate, quindi, la giusta attenzione nelle fasi di trattativa a queste clausole al fine di rispettare i limiti di legge e di definirne ogni elemento con la cura necessaria a favorire l’investimento e a prevenire futuri conflitti tra soci.

Avv. Marco De Paolis
STUDIO LEGALE DE PAOLIS
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
T. +39 030 2421245
F. +39 030 2449678
E. marco.depaolis@studiolegaledepaolis.it