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Costituzione con firma digitale di srl startup innovative: al via il 20 luglio

Dal 20 luglio 2016, attraverso la piattaforma startup.registroimprese.it, sarà possibile, in via facoltativa e alternativa rispetto alla modalità ordinaria tramite atto pubblico, redigere e sottoscrivere con firma digitale gli atti costitutivi e gli statuti delle startup innovative in forma di società a responsabilità limitata secondo quanto previsto dall’articolo 24 del D. lgs. n. 82/2005.

Trovano, quindi, attuazione le disposizioni dell’articolo 4, comma 10 bis, del Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito con Legge 24 marzo 2015, n. 33, volte a semplificare e velocizzare il processo di avvio delle srl destinate ad assumere la status di startup innovative*.

Avv. Marco De Paolis
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DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
INTERNAZIONALIZZAZIONE E STARTUP
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Circolare 3691/C del 1 luglio 2016 – Modalità di costituzione delle società a responsabilità limitata start-up innovative

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Startup innovativa: validi i modelli di utilità industriale per l’iscrizione a sezione speciale

Per accedere al regime di startup innovativa è possibile indicare al Registro delle Imprese  come requisito i brevetti per modelli di utilità industriale. Lo ha precisato il Ministero dello Sviluppo Economico nel parere n. 111865 del 21 aprile 2016*.

Nel parere si fa riferimento all’art. 82 del codice della proprietà industriale che definisce i modelli di utilità. Si tratta dei nuovi modelli atti a conferire particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego di macchine o parti di esse, strumenti, utensili ovvero oggetti di uso in genere, quali i nuovi modelli consistenti in particolari conformazioni, disposizioni, configurazioni o combinazioni di parti.

Lo status di startup innovativa spetta quindi non solo nel caso in cui si realizzi un prodotto nuovo, ma anche quando si propone un modello di utilità con cui si migliora uno già esistente.

Avv. Marco De Paolis
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Parere del Mise n. 111865 del 21 aprile 2016

Automatica la cancellazione delle startup innovative dalla sezione speciale alla scadenza del termine di legge

Automatica la cancellazione delle startup innovative dalla sezione speciale alla scadenza del termine di legge

Con parere n. 79330 del 21 marzo 2016 il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito che la cancellazione dalla sezione speciale del Registro delle Imprese, per il decorrere del termine di legge di 60 mesi, non ammette controdeduzioni da parte dell’impresa stessa. Il Registro delle Imprese procederà quindi autonomamente alla cancellazione dalla sezione speciale previa notifica di cortesia all’impresa tramite PEC.

Parere 21 marzo 2016 (prot. n. 79330) – Cancellazione delle start-up innovative per decorrenza del termine di applicabilità delle disposizioni normative in materia di startup

Avv. Marco De Paolis
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Investment Compact: i nuovi incentivi per le pmi che investono in innovazione

Il cd. Investment Compact (Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 15) ha introdotto un’importante novità nell’ambito dei programmi di supporto all’innovazione, creando la categoria aziendale della PMI innovativa, a cui sono state attribuite gran parte delle agevolazioni finora riservate alle startup dalla Legge n. 221/2012.

L’intento di questa misura è promuovere la competitività del tessuto produttivo stimolando l’innovazione tecnologica all’interno di una più ampia platea di imprese.
Questo articolo vuole essere un primo strumento per gli imprenditori grazie al quale possano conoscere le nuove norme e riconoscere le opportunità del provvedimento governativo. Entrando nei dettagli, gli incentivi previsti dall’Investment Compact si sostanziano nell’esenzione dei diritti camerali per 4 anni dalla data di iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese, in deroghe al diritto societario, nella remunerazione con strumenti finanziari, nelle agevolazioni fiscali per i soggetti investitori (detrazione IRPEF del 19% ovvero deduzione IRES del 20% delle somme investite che, nel caso di contribuenti soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, non possono superare € 500 mila, mentre, se si tratta di società, € 1,8 milioni) a condizione che la PMI innovativa non sia costituita da più di 7 anni.

L’accesso a questi benefici ha come presupposto necessario l’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese, che dovrà essere istituita dalle CCIAA, conseguente alla dimostrazione di possedere i requisiti per l’identificazione della PMI come innovativa da effettuare mediante apposita autocertificazione. Quali sono questi requisiti? La PMI innovativa deve essere una società di capitali, non quotata, con sede e/o filiale in Italia, con meno di 250 dipendenti e fatturato annuo inferiore a € 50 milioni o attivo dello stato patrimoniale inferiore a € 43 milioni e in possesso di almeno 2 delle seguenti caratteristiche opzionali, che provino l’innovazione tecnologica (1. il 3% del maggiore tra costi e valore totale della produzione deve riguardare attività di ricerca e sviluppo (in questa categoria rientrano vari ambiti, non semplicemente legati alla ricerca e/o sperimentazione in senso stretto); 2. il team deve essere formato per 1/5 da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori con 3 anni di esperienza oppure per 1/3 da personale in possesso di laurea magistrale; 3. deve essere depositaria o licenziataria di brevetto oppure titolare di software registrato).

Circa le deroghe in materia societaria le PMI innovative possono usufruire di una copertura delle perdite e di una gestione del capitale flessibili. Nel caso in cui siano srl hanno altresì la facoltà a) di creare categorie di quote fornite di diritti diversi o prive di diritti di voto o con diritti di voto non proporzionali alla partecipazione, b) di offrire al pubblico quote di capitale, c) di effettuare operazioni sulle proprie partecipazioni in attuazione di piani di incentivazione dei propri dipendenti/fornitori. Per ultimo le PMI innovative sono autorizzate ad emettere strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali e/o diritti amministrativi, escluso il diritto di voto. La PMI innovativa non è poi tenuta ad effettuare il test di operatività per le società di comodo.

Il decreto prevede inoltre che per gli amministratori, i dipendenti e i collaboratori delle PMI innovative non concorre a formare l’imponibile, a fini fiscali e contributivi, quella parte di reddito di lavoro che deriva dall’attribuzione di azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi o diritti di opzione.

Di assoluta rilevanza, per il reperimento di fondi, in alternativa al tradizionale sistema bancario, è l’apertura alle PMI innovative dell’opzione di raccogliere fondi attraverso portali web di equity crowdfunding. È altresì previsto l’intervento del Fondo centrale di garanzia in modo gratuito e secondo criteri e modalità semplificati.

Infine, per i loro progetti di internazionalizzazione, le PMI innovative hanno la facoltà di accedere con condizioni di favore al sostegno dell’ICE.
Nel sistema nazionale dell’innovazione tecnologica si aprono, dunque, nuove opportunità per un numero più ampio di imprese, che, se ben sfruttate, possono rivelarsi un efficace strumento per una maggiore competitività dell’imprenditoria italiana.
Avv. Marco De Paolis
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