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Nuovi requisiti di legge per gli incubatori di startup innovative

Con decreto del 22 dicembre 2016 (qui il testo: Decreto Min. Sviluppo Economico 22 dicembre 2016), in vigore dal 21 gennaio 2017, il Ministero dello Sviluppo Economico ha introdotto nuovi requisiti per l’identificazione degli incubatori certificati di startup innovative.

Il decreto stabilisce che sono incubatori certificati di startup innovative le società che abbiano le seguenti caratteristiche:

– siano società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea;

– siano residenti in Italia;

– abbiano come oggetto sociale prevalente il sostegno alla nascita e allo sviluppo di startup innovative, e attività correlate relative al trasferimento tecnologico e ai processi di ricerca, sviluppo e innovazione, mediante l’offerta di spazi fisici dedicati e di servizi di consulenza;

– che raggiungano i valori minimi indicati nelle tabelle A e B allegate al decreto (Allegati Decreto Min. Sviluppo Economico 22 dicembre 2016), ovvero almeno punti 35 ai sensi della tabella A e almeno 50 ai sensi della tabella B.

Per essere iscritti nella sezione speciale del registro delle imprese occorre presentare alla Camera di commercio competente per territorio specifica dichiarazione, attestante il possesso dei requisiti, mediante il modulo di domanda in formato elettronico del Ministero dello Sviluppo Economico sottoscritto dal rappresentante legale della società.

Gli incubatori, già iscritti nella sezione speciale del Registro delle imprese, dovranno depositare, a pena di decadenza, la dichiarazione annuale di mantenimento dei requisiti in conformità ai nuovi parametri stabiliti dal decreto citato.

Avv. Marco De Paolis

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Startup innovative: anche le modifiche dell’atto costitutivo si possono fare on line

Con decreto del 28 settembre 2016,  pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26 novembre 2016, il Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato il modello per le modifiche dell’atto costitutivo delle startup innovative ai fini dell’iscrizione nel Registro delle imprese.

Gli atti modificativi dell’atto costitutivo e dello statuto delle startup innovative potranno essere quindi redatti in forma elettronica e firmati digitalmente dal Presidente dell’assemblea e da ciascuno dei soci che hanno approvato la delibera, nel caso di società pluripersonale, o dall’unico socio nel caso di unipersonale, in totale conformità al modello standard allegato al presente decreto 28/10/2016, n. 222 .

Il documento informatico dovrà essere poi presentato per l’iscrizione al Registro delle imprese, competente territorialmente, entro trenta giorni dall’assemblea.

Superate le verifiche, l’ufficio del Registro delle imprese procederà all’iscrizione entro 10 giorni dalla data di protocollo del deposito nella sezione ordinaria del Registro.

Avv. Marco De Paolis

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Startup innovative: più semplice la costituzione e maggiori agevolazioni con la Legge di Bilancio 2017

La Legge di Bilancio 2017 consentirà la costituzione e le modifiche dello statuto anche con la firma elettronica avanzata autenticata. Saranno così ancora più semplici le operazioni societarie per una startup innovativa. Ricordo che, dal 20 luglio di quest’anno, l’atto costitutivo delle startup innovative può essere redatto secondo il modello uniforme adottato con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico e trasmesso al competente ufficio del Registro delle Imprese mediante la firma digitale.

Il disegno di legge di Bilancio  introdurrà l’esonero dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria relativi all’atto costitutivo. Le startup innovative attualmente non devono già procedere al pagamento del diritto annuale richiesto dalle Camere di Commercio, nonché dei diritti di segreteria e dell’imposta di bollo per gli adempimenti da effettuare presso il Registro delle Imprese.

Le agevolazioni fiscali, ora temporanee, diventano permanenti.  È altresì introdotta un’aliquota unica di contributo del 30% per gli investimenti delle persone fisiche, delle persone giuridiche e in startup innovative a vocazione sociale o del settore energetico.

Come abbiamo già segnalato, per le persone fisiche, che investono nelle startup innovative, è infatti previsto il raddoppio del limite massimo dell’investimento su cui calcolare la detrazione, dagli attuali 500.000 arriva ad un milione di euro.

Diventa, quindi, sempre più evidente la volontà di accrescere la presenza delle imprese innovative in Italia e gli investimenti in capitale di rischio.

Avv. Marco De Paolis

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Nessun dramma: le soluzioni in caso di crisi per le startup innovative

Uno dei punti principali del piano Restart Italia, poi attuato attraverso il D.L. n. 179/2012 (convertito con modifiche dalla L. n. 221/2012), è il cd. Fail-fast, ovvero l’insieme di procedure finalizzate a risolvere in modo più rapido e meno gravoso la situazione di crisi di una startup la cui attività imprenditoriale non riesca ad avere successo.

All’articolo 31 del D.L. n. 179/2012 (convertito con modifiche dalla L. n. 221/2012) è previsto che le startup innovative non sono soggette al fallimento, all’accordo di ristrutturazione del debito ed al concordato preventivo. Alle startup si applicano, quindi, unicamente il procedimento di composizione della crisi mediante un accordo con i creditori e quello di liquidazione dei beni.

Non potendo essere dichiarate fallite su istanza dei creditori o del pubblico ministero, gli amministratori delle startup non sono soggetti ai reati fallimentari mancando la condizione di punibilità (ovvero la sentenza di fallimento). Altresì, trascorsi dodici mesi dalla pubblicazione nel Registro delle Imprese del decreto di apertura della liquidazione previsto dall’art. 14 quinquies della Legge n. 3/2012, la compagine sociale delle startup non sarà più visibile nel Registro delle Imprese, né nelle banche dati. Si punta quindi a tutelare credibilità dell’imprenditore e dell’investitore nei terzi ed evitare che sia disincentivata la partecipazione al capitale di rischio.

L’esenzione dall’applicazione delle disposizioni della legge fallimentare è fissata in quattro anni e può essere revocata sia d’ufficio sia su istanza di parte. Il creditore, interessato alla dichiarazione di fallimento della startup, potrà infatti ricorrere al giudice del registro ex art. 2191 cod. civ. per chiedere la revoca dell’iscrizione nella sezione speciale, per originaria o sopravvenuta perdita dei requisiti. Allo stesso modo i terzi interessati potranno far valere le proprie ragioni nell’accordo di composizione della crisi opponendosi all’omologa dello stesso ai sensi dell’art. 12  della Legge n. 3/2012 ed eccependo il difetto dei requisiti della startup e la conseguente inammissibilità dell’accordo approvato.

In caso di procedimento di liquidazione dei beni, se dovessero venire meno i requisiti,  la revoca dello status di startup innovativa potrà avvenire anche d’ufficio da parte del conservatore del registro delle imprese, qualora ad esempio non pervengano le dichiarazioni dell’amministratore che attestino la permanenza dei requisiti imposte dall’art. 25 del D.l. 179/2012, oppure per il decorso del termine quadriennale.

Venuti meno i presupposti per essere una startup innovativa, la società è quindi assoggettabile agli istituti previsti dalla legge fallimentare.

I procedimenti che abbiamo menzionato servono, quindi, ad agevolare il procedimento di chiusura delle startup, che abbiano, comunque, beni da valorizzare e di preservarle dalle procedure fallimentare limitando le conseguenze in capo all’imprenditore, qualora la sua attività non abbia avuto positivi riscontri sul mercato.

 

Avv. Marco De Paolis

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Costituzione con firma digitale di srl startup innovative: al via il 20 luglio

Dal 20 luglio 2016, attraverso la piattaforma startup.registroimprese.it, sarà possibile, in via facoltativa e alternativa rispetto alla modalità ordinaria tramite atto pubblico, redigere e sottoscrivere con firma digitale gli atti costitutivi e gli statuti delle startup innovative in forma di società a responsabilità limitata secondo quanto previsto dall’articolo 24 del D. lgs. n. 82/2005.

Trovano, quindi, attuazione le disposizioni dell’articolo 4, comma 10 bis, del Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito con Legge 24 marzo 2015, n. 33, volte a semplificare e velocizzare il processo di avvio delle srl destinate ad assumere la status di startup innovative*.

Avv. Marco De Paolis
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Circolare 3691/C del 1 luglio 2016 – Modalità di costituzione delle società a responsabilità limitata start-up innovative

Fino al 30 settembre incentivi alle startup in Emilia Romagna

Con contributi a fondo perduto la Regione Emilia Romagna* punta a favorire le imprese innovative, ad alta intensità di conoscenza, in grado di sviluppare opportunità sui mercati attraverso nuovi prodotti, servizi e sistemi di produzione a elevato contenuto tecnologico con il fine di generare nuove opportunità occupazionali.

Fino al 30 settembre 2016  potranno essere presentate le domande, unitamente al business plan, esclusivamente online,  da startup iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio.

I settori economici interessati sono agroalimentare; edilizia e costruzioni; meccatronica e motoristica; industria della salute e del benessere; industrie culturali e creative; innovazione nei servizi.

Sono ammessi agli incentivi sia i progetti di avvio di attività (tipologia A) sia quelli di espansione di startup già avviate (tipologia B).

Per gli interventi di tipologia A (avvio di attività) sono ammessi i costi riguardanti macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software, arredi strettamenti funzionali; affitto e noleggio laboratori e attrezzature scientifiche (massimo 20% del costo totale del progetto); acquisto e brevetti, licenze e/o software da fonti esterne.

Per gli interventi di tipologia B (espansione di startup) sono ammessi i costi riguardanti acquisizione sedi produttive, logistiche, commerciali; macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software, arredi strettamente funzionali; spese di affitto e noleggio laboratori e attrezzature scientifiche (massimo 20% del costo totale del progetto); acquisto e brevetti, licenze e/o software da fonti esterne; spese promozionali anche per partecipazione a fiere ed eventi (massimo 10% del costo totale del progetto).

Avv. Marco De Paolis
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Qui il testo del bando

Startup innovativa: validi i modelli di utilità industriale per l’iscrizione a sezione speciale

Per accedere al regime di startup innovativa è possibile indicare al Registro delle Imprese  come requisito i brevetti per modelli di utilità industriale. Lo ha precisato il Ministero dello Sviluppo Economico nel parere n. 111865 del 21 aprile 2016*.

Nel parere si fa riferimento all’art. 82 del codice della proprietà industriale che definisce i modelli di utilità. Si tratta dei nuovi modelli atti a conferire particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego di macchine o parti di esse, strumenti, utensili ovvero oggetti di uso in genere, quali i nuovi modelli consistenti in particolari conformazioni, disposizioni, configurazioni o combinazioni di parti.

Lo status di startup innovativa spetta quindi non solo nel caso in cui si realizzi un prodotto nuovo, ma anche quando si propone un modello di utilità con cui si migliora uno già esistente.

Avv. Marco De Paolis
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Parere del Mise n. 111865 del 21 aprile 2016

Automatica la cancellazione delle startup innovative dalla sezione speciale alla scadenza del termine di legge

Automatica la cancellazione delle startup innovative dalla sezione speciale alla scadenza del termine di legge

Con parere n. 79330 del 21 marzo 2016 il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito che la cancellazione dalla sezione speciale del Registro delle Imprese, per il decorrere del termine di legge di 60 mesi, non ammette controdeduzioni da parte dell’impresa stessa. Il Registro delle Imprese procederà quindi autonomamente alla cancellazione dalla sezione speciale previa notifica di cortesia all’impresa tramite PEC.

Parere 21 marzo 2016 (prot. n. 79330) – Cancellazione delle start-up innovative per decorrenza del termine di applicabilità delle disposizioni normative in materia di startup

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Costituzione di startup senza notaio: attenzione agli obblighi antiriciclaggio

Il decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 17 febbraio 2016, che consente la costituzione delle startup innovative senza intervento del notaio, mediante un modello standard in forma digitale*, prevede, in sede di apertura della società, l’adempimento degli obblighi antiriciclaggio a carico dei soci costituenti.

L’art. 2, comma 2, lett. k, del decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 17 febbraio 2016, richiede infatti che i soci costituenti dimostrino al Registro delle Imprese di aver adempiuto agli obblighi previsti ai sensi del D.lgs. n. 231/2007, titolo II (legge antiricilaggio). Si tratta di un onere non di poco conto considerata la complessità della normativa di settore, che impone obblighi di adeguata verifica della clientela, di registrazione e di segnalazione di operazioni sospette. La violazione delle norme pone sanzioni sia penali che amministrative in capo ai soggetti inadempienti. Quindi, i soci costituenti devono essere molto cauti al fine di evitare di avviare un’impresa con il gravame di procedimenti, anche di natura penale, a proprio carico e delle conseguenze connesse.

La soluzione formulata dal decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 17 febbraio 2016 pare anche contraddittoria con uno dei fini della legge antiriciclaggio: scarica sui controllati l’obbligo di adempimenti che spetterebbero, come avviene nei casi ordinari, sui professionisti prestatori dei servizi. Mancherebbe, infatti, un importante controllo nel merito delle condizioni di legalità, considerato che il Registro delle Imprese non ha questo onere né il decreto ministeriale glielo attribuisce in via eccezionale.

Pertanto, è consigliabile, in sede di costituzione di una startup, anche con il modello digitale,  incaricare persone esperte e con le competenze necessarie per provvedere ad ogni adempimento richiesto dalla legge per queste operazioni.

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* Questo il nostro articolo sulla costituzione senza notaio delle startup innovative: Startup innovative: come avverrà la costituzione digitale senza notaio.

 

Startup innovative: come avverrà la costituzione digitale senza notaio

In attesa del decreto, con cui il Ministero dello Sviluppo Economico approverà il modello, che permette la costituzione di società startup innovative, nella forma di società a responsabilità limitata (non semplificata), mediante la sottoscrizione digitale, senza l’intervento del notaio (art. 4, comma 10-bis, del D.l. n. 3/2015), con il presente articolo ci proponiamo di anticipare quello che sarà il processo di avvio di queste imprese.

Una volta effettuata la costituzione, dovranno essere depositati al Registro delle imprese, competente per territorio in base alla sede legale, entro 20 giorni dall’ultima sottoscrizione, a) il modello informatico e b) la domanda di iscrizione nella sezione speciale dedicata alle startup innovative.

Il Registro delle imprese procederà, entro 10 giorni dalla data di protocollo del deposito, all’iscrizione provvisoria della società nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese con la dicitura “start-up costituita a norma dell’articolo 4 comma 10-bis del Decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3, iscritta provvisoriamente in sezione ordinaria, in corso di iscrizione in sezione speciale”.

Contemporaneamente, il Registro delle imprese effettuerà le verifiche sui requisiti di legge per la registrazione nella sezione speciale e, una volta completate, ove sussistenti, iscriverà la società eliminando la predetta dicitura provvisoria.

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