Tag: proprietà intellettuale

Investimenti in ricerca e sviluppo: gli incentivi 2017

La Legge di Bilancio 2017, oltre ad aver innalzato al 30% l’agevolazione fiscale per chi investe in società innovative (qui il post del 16 dicembre sull’argomento – Startup/pmi innovative: agevolazione fiscale al 30% sugli investimenti eseguiti dall’1 gennaio 2017), contiene altre misure d’incentivazione per le imprese attive nello sviluppo e nella produzione di prodotti o servizi ad alto valore tecnologico.

Quali sono queste misure?

a) il credito di imposta pari al 50% dell’investimento in attività di ricerca e sviluppo (es. nuovo software, nuovo modello industriale), raddoppiato rispetto al precedente pari al 25%. Questo investimento il primo anno è interamente agevolato senza la necessità di calcolare l’eccedenza della media dei precedenti periodi d’imposta. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi per le attività in ricerca e sviluppo sono sostenuti. Gli investimenti agevolati potranno essere effettuati fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2020.

b) il superammortamento al 40% sugli investimenti (in proprietà o tramite leasing) in beni materiali e strumentali nuovi entro il 31 dicembre 2017.

c) l’iperammortamento pari al 150% del costo di acquisizione di impianti e macchinari ad alto contenuto tecnologico atti a favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale (cd. industria 4.0), tra cui i beni strumentali, il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati, sistemi per l’assicurazione della qualità e dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0. Alle imprese, che beneficiano dell’iperammortamento, è concessa un’ulteriore agevolazione, consistente nella maggiorazione del 40% del costo di acquisizione di alcuni beni immateriali (es. software, sistemi, piattaforme e applicazioni, idonei a interconnettere i suddetti beni strumentali).

Per accedere alle agevolazioni è sufficiente un’autocertificazione del legale rappresentante, che attesti la sussistenza nel bene delle caratteristiche tecniche e la sua interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per gli acquisti di costo unitario superiore a 500.000 euro l’attestazione dovrà essere effettuata mediante una perizia tecnica giurata di un professionista abilitato.

La Legge Sabatini-ter consente di cumulare le misure del superammortamento e dell’iperammortamento ed estende al 31 dicembre 2018 il termine per accedere ai finanziamenti agevolati e ai contributi statali per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi da parte delle piccole e medie imprese, con un contributo statale maggiorato per gli investimenti in nuove tecnologie (big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, ecc.).

Avv. Marco De Paolis

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Startup innovative, proprietà intellettuale ed industriale – intervento 29 ottobre 2016

Metto oggi a disposizione le slide, presentate durante il mio intervento del 29 ottobre 2016 al FabLab di Villanuova sul Clisi (BS), in occasione della II^ edizione di VALLESABBIA Restart, il progetto della Regione Lombardia e della Comunità Montana di Valle Sabbia per la promozione dell’imprenditoria giovanile ed innovativa nel territorio della Valle Sabbia.

Nelle slide sono illustrate le principali disposizioni di legge sulle startup innovative, i nuovi vantaggi per queste imprese (es. costituzione senza notaio, aumento al 30% delle agevolazioni fiscali per gli investitori, azienda sponsor, credito d’imposta al 50% per ricerca e sviluppo), unitamente ad una sintesi su cosa tuteli il diritto d’autore (es. il software, le banche dati) e cosa invece sia protetto dalla proprietà industriale (es. marchi, brevetti, disegni e modelli).

Avv. Marco De Paolis
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Fino al 30 settembre incentivi alle startup in Emilia Romagna

Con contributi a fondo perduto la Regione Emilia Romagna* punta a favorire le imprese innovative, ad alta intensità di conoscenza, in grado di sviluppare opportunità sui mercati attraverso nuovi prodotti, servizi e sistemi di produzione a elevato contenuto tecnologico con il fine di generare nuove opportunità occupazionali.

Fino al 30 settembre 2016  potranno essere presentate le domande, unitamente al business plan, esclusivamente online,  da startup iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio.

I settori economici interessati sono agroalimentare; edilizia e costruzioni; meccatronica e motoristica; industria della salute e del benessere; industrie culturali e creative; innovazione nei servizi.

Sono ammessi agli incentivi sia i progetti di avvio di attività (tipologia A) sia quelli di espansione di startup già avviate (tipologia B).

Per gli interventi di tipologia A (avvio di attività) sono ammessi i costi riguardanti macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software, arredi strettamenti funzionali; affitto e noleggio laboratori e attrezzature scientifiche (massimo 20% del costo totale del progetto); acquisto e brevetti, licenze e/o software da fonti esterne.

Per gli interventi di tipologia B (espansione di startup) sono ammessi i costi riguardanti acquisizione sedi produttive, logistiche, commerciali; macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software, arredi strettamente funzionali; spese di affitto e noleggio laboratori e attrezzature scientifiche (massimo 20% del costo totale del progetto); acquisto e brevetti, licenze e/o software da fonti esterne; spese promozionali anche per partecipazione a fiere ed eventi (massimo 10% del costo totale del progetto).

Avv. Marco De Paolis
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Qui il testo del bando

Patent box: 150 giorni per inviare gli allegati all’istanza di ruling

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il termine entro il quale è necessario presentare la documentazione da allegare all’istanza di ruling prevista per l’applicazione del regime del patent box è di 150 giorni.

Con comunicato stampa del 22 aprile 2016  è stato quindi corretto il riferimento al maggior termine di 180 giorni indicato nella prima versione della circolare n. 11/E pubblicata il 7 aprile scorso.

Avv. Marco De Paolis
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Fondo di garanzia: accesso semplificato per le PMI innovative

Il 2 marzo scorso, con apposito decreto, il Ministro dello Sviluppo Economico ha esteso alle PMI innovative l’accesso semplificato al Fondo di garanzia.

Trova quindi definitiva attuazione quanto previsto dall’articolo 4 dell’Investment Compact (D.l. n. 3/2015). Questa norma, come già previsto per le startup innovative, punta a favorire l’accesso alle fonti finanziarie da parte delle imprese innovative attraverso la concessione di una garanzia pubblica, che si affianca o si sostituisce alle garanzie reali portate dalle imprese stesse. Grazie a questa opportunità le PMI innovative sono in grado di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fideiussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo. La determinazione del loro merito creditizio viene affidata direttamente alla banca o al Confidi ed alle domande presentate è riconosciuta priorità nell’istruttoria e nella delibera da parte del Fondo di Garanzia.

Una misura di grande utilità quando sono in programma progetti d’investimento e/o nel momento in cui serve uno strumento che agevoli l’accesso al credito.

Per verificare se avete i requisiti di PMI innovative e, quindi, se avete diritto all’agevolazione del Fondo di Garanzia, potete consultare il seguente articolo: https://studiodepaolisbrescia.wordpress.com/2015/02/23/pmi-innovativa-e-startup-innovativa-il-punto-su-requisiti-di-legge-e-agevolazioni/.

Avv. Marco De Paolis
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Ricerca e sviluppo nelle imprese innovative e industria 4.0 – i chiarimenti del Ministero dello Sviluppo Economico

L’innovazione di un’impresa sussiste se la stessa presenta almeno uno (startup) o due (PMI) dei tre parametri previsti dall’art. 25 del D.L. n. 179/2012 e dall’art. 4, comma 1, della L. n. 33/2015: 1) volume della spesa in ricerca e sviluppo, 2) personale qualificato, 3) possesso di beni tutelati secondo la proprietà industriale (brevetti) o intellettuale (software).

Sul terzo parametro (“titolarità, anche quale depositaria o licenziataria, di almeno una privativa industriale, relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero titolarità dei diritti relativi a un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tale privativa sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività di impresa) sono stati forniti alcuni importanti chiarimenti dal Ministero dello Sviluppo Economico:

– è startup/pmi innovativa la società che ha presentato domanda di brevetto in attesa di registrazione (parere n. 218430 del 29 ottobre 2015)

il Ministero ha dichiarato che il requisito è soddisfatto anche se la startup/pmi ha depositato formalmente un brevetto, ma è ancora in attesa della sua registrazione, in quanto il legislatore dispone che la società possa essere anche semplicemente “depositaria” di una privativa industriale.

è startup/pmi innovativa la società che ha diritti esclusivi su un software registrato (parere n. 218415 del 29 ottobre 2015)

il Ministero ha dichiarato che per “titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore” non si intende unicamente l’autore del programma, ma anche la persona fisica o giuridica titolare di diritti esclusivi sul software. Di conseguenza, aver stipulato un contratto, che consente lo sfruttamento economico in specifici Paesi del software, rende legittima la richiesta di registrazione nella sezione speciale del Registro delle imprese e conferma la sussistenza del requisito previsto dalla legge.

– è startup/pmi innovativa la società che abbia indicato un brevetto per modelli di utilità industriale quale requisito per accedere alla sezione speciale (parere n. 111865 del 21 aprile 2016)

il Ministero ha dichiarato che il modello di utilità soddisfa il requisito di cui alla lettera h) n. 3 dell’art. 25 del D.L. n. 179/2012 (ovvero, è una privativa industriale) e che, quindi, possa essere ritenuto valido per consentire alle società di accedere al registro delle startup innovative.

Con riferimento al requisito della ricerca e sviluppo il Ministero dello Sviluppo Economico ha inoltre chiarito che l’obbligo di indicazione delle spese in nota integrativa permane anche dopo l’entrata in vigore del D.lgs. n. 139/2015, che ha semplificato le modalità di redazione dei bilanci per le cd microimprese (parere n. 361851 del 17 novembre 2016).

Le precisazioni del Ministero dello Sviluppo Economico mostrano il chiaro intento di promuovere l’imprenditorialità innovativa in tutte le sue forme, di consentire lo sviluppo delle migliori idee e di sostenere lo sviluppo di brevetti e di software specie nell’ottica dell’attuazione della cd. “Industria 4.0” che, mediante lo sfruttamento dei dati e delle tecnologie digitali, punta a rendere più connessa ed efficiente l’intera catena del valore nei settori manifatturieri. Con queste indicazioni le imprese stesse possono concentrare le loro risorse in ciò che costituisce innovazione secondo la legge ed accedere alle cospicue agevolazioni previste (qui il post su Investimenti in ricerca e sviluppo: gli incentivi 2017).

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Brevetti+2, dal 6 ottobre operativo lo sportello per le domande: ecco le istruzioni

Dalle ore 12 di martedì 6 ottobre p.v. sarà operativo lo sportello per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni del bando Brevetti+2. Con questo programma il Ministero dello Sviluppo Economico si rivolge alle PMI e agli spinoff accademici/universitari che presentano progetti per la valorizzazione economica di brevetti rilasciati dal 2013 (dal 2012 per gli spinoff). A questo link trovate il testo del bando: http://www.uibm.gov.it/attachments/Bando%20Brevetti+2.pdf.

Il bando è gestito da Invitalia. Pertanto, i candidati dovranno richiedere l’account di accesso ai servizi di Invitalia (https://appregistrazioneaccountinvitalia.invitalia.it/Pages/default.aspx) ed indicare un indirizzo di posta elettronica ordinario (non deve essere indicato un indirizzo PEC). Al termine della registrazione riceveranno un’email per la conferma dell’account e l’attivazione della registrazione.

Completate le suddette fasi preliminari, i candidati potranno accedere alla procedura on line per l’inserimento del project plan e della documentazione richiesta, da firmare digitalmente da parte del legale rappresentante dell’impresa richiedente, all’atto della spedizione. Entro 30 giorni dall’assegnazione del protocollo elettronico, il project plan, unitamente agli allegati richiesti, deve essere inviato, esclusivamente a mezzo PEC, all’indirizzo brevettiplus@pec.invitalia.it.

Le domande saranno esaminate in base all’ordine di arrivo. Sarà quindi opportuno essere celeri nella predisposizione dei materiali richiesti per avere più opportunità di ricevere quanto stanziato dal bando.

Avv. Marco De Paolis
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Nessuno corrispettivo al lavoratore che realizza un’invenzione “occasionale” non brevettata

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5424 del 18 marzo 2015, ha confermato il principio secondo cui al dipendente che realizza un’invenzione “occasionale” non spetta alcun compenso, se l’attività inventiva non rientra nell’ambito delle mansioni e non viene brevettata.

La Suprema Corte ha, infatti, sostenuto che, nell’ipotesi di invenzione cosiddetta «occasionale» (art. 24, RD n. 1127/1939), «la concessione del brevetto costituisce la condicio iuris cui è subordinato l’esercizio del diritto del lavoratore, autore dell’invenzione, al canone o al prezzo, non essendo sufficiente l’asserita utilizzazione di fatto dell’invenzione da parte del datore di lavoro».

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Investment Compact: i nuovi incentivi per le pmi che investono in innovazione

Il cd. Investment Compact (Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 15) ha introdotto un’importante novità nell’ambito dei programmi di supporto all’innovazione, creando la categoria aziendale della PMI innovativa, a cui sono state attribuite gran parte delle agevolazioni finora riservate alle startup dalla Legge n. 221/2012.

L’intento di questa misura è promuovere la competitività del tessuto produttivo stimolando l’innovazione tecnologica all’interno di una più ampia platea di imprese.
Questo articolo vuole essere un primo strumento per gli imprenditori grazie al quale possano conoscere le nuove norme e riconoscere le opportunità del provvedimento governativo. Entrando nei dettagli, gli incentivi previsti dall’Investment Compact si sostanziano nell’esenzione dei diritti camerali per 4 anni dalla data di iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese, in deroghe al diritto societario, nella remunerazione con strumenti finanziari, nelle agevolazioni fiscali per i soggetti investitori (detrazione IRPEF del 19% ovvero deduzione IRES del 20% delle somme investite che, nel caso di contribuenti soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, non possono superare € 500 mila, mentre, se si tratta di società, € 1,8 milioni) a condizione che la PMI innovativa non sia costituita da più di 7 anni.

L’accesso a questi benefici ha come presupposto necessario l’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese, che dovrà essere istituita dalle CCIAA, conseguente alla dimostrazione di possedere i requisiti per l’identificazione della PMI come innovativa da effettuare mediante apposita autocertificazione. Quali sono questi requisiti? La PMI innovativa deve essere una società di capitali, non quotata, con sede e/o filiale in Italia, con meno di 250 dipendenti e fatturato annuo inferiore a € 50 milioni o attivo dello stato patrimoniale inferiore a € 43 milioni e in possesso di almeno 2 delle seguenti caratteristiche opzionali, che provino l’innovazione tecnologica (1. il 3% del maggiore tra costi e valore totale della produzione deve riguardare attività di ricerca e sviluppo (in questa categoria rientrano vari ambiti, non semplicemente legati alla ricerca e/o sperimentazione in senso stretto); 2. il team deve essere formato per 1/5 da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori con 3 anni di esperienza oppure per 1/3 da personale in possesso di laurea magistrale; 3. deve essere depositaria o licenziataria di brevetto oppure titolare di software registrato).

Circa le deroghe in materia societaria le PMI innovative possono usufruire di una copertura delle perdite e di una gestione del capitale flessibili. Nel caso in cui siano srl hanno altresì la facoltà a) di creare categorie di quote fornite di diritti diversi o prive di diritti di voto o con diritti di voto non proporzionali alla partecipazione, b) di offrire al pubblico quote di capitale, c) di effettuare operazioni sulle proprie partecipazioni in attuazione di piani di incentivazione dei propri dipendenti/fornitori. Per ultimo le PMI innovative sono autorizzate ad emettere strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali e/o diritti amministrativi, escluso il diritto di voto. La PMI innovativa non è poi tenuta ad effettuare il test di operatività per le società di comodo.

Il decreto prevede inoltre che per gli amministratori, i dipendenti e i collaboratori delle PMI innovative non concorre a formare l’imponibile, a fini fiscali e contributivi, quella parte di reddito di lavoro che deriva dall’attribuzione di azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi o diritti di opzione.

Di assoluta rilevanza, per il reperimento di fondi, in alternativa al tradizionale sistema bancario, è l’apertura alle PMI innovative dell’opzione di raccogliere fondi attraverso portali web di equity crowdfunding. È altresì previsto l’intervento del Fondo centrale di garanzia in modo gratuito e secondo criteri e modalità semplificati.

Infine, per i loro progetti di internazionalizzazione, le PMI innovative hanno la facoltà di accedere con condizioni di favore al sostegno dell’ICE.
Nel sistema nazionale dell’innovazione tecnologica si aprono, dunque, nuove opportunità per un numero più ampio di imprese, che, se ben sfruttate, possono rivelarsi un efficace strumento per una maggiore competitività dell’imprenditoria italiana.
Avv. Marco De Paolis
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