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PMI innovative: maggiore accesso al credito e sgravi fiscali per gli investitori

Le PMI innovative, introdotte dal cd. Investment Compact (D.l. n. 3/2015, convertito dalla Legge n. 33/2015), sono quella nuova categoria societaria a cui il legislatore ha riconosciuto gran parte delle agevolazioni e semplificazioni previste a favore delle startup innovative (per un approfondimento si può leggere questo post del 25 marzo u.s. – https://studiodepaolisbrescia.wordpress.com/2015/03/25/linvestment-compact-e-legge-queste-in-via-definitiva-le-novita-per-startup-e-pmi-innovative/).

Sono PMI innovative, ricordo, le imprese che hanno la sede produttiva in Italia, un fatturato massimo di 50 milioni di euro, un numero di dipendenti inferiore a 250, almeno il 3% delle spese destinato a ricerca e sviluppo. Inoltre, non devono avere azioni quotate in un mercato regolamentato. Nel caso in cui siano in possesso di questi requisiti, possono richiedere la registrazione in Camera di Commercio nella sezione speciale ad esse dedicata, presentando una specifica domanda con allegato un bilancio certificato.

Dopo quasi 6 mesi dall’introduzione delle PMI innovative si può affermare che alcuni dei vantaggi previsti dalla normativa sono concreti e che inizia ad essere operativo, presso gli istituti di credito, un più ampio supporto finanziario per chi dispone della registrazione o ha intenzione di ottenerla.

Guardando all’impresa, di cui abbiamo seguito la registrazione, è stato riscontrato, in primo luogo, il vantaggio di aver ottenuto, sulla base di criteri semplificati ed in via prioritaria, l’erogazione di un finanziamento. Infatti, come premesso, i principali istituti di credito si stanno dotando di procedure finalizzate a inserire nel calcolo del rating dell’impresa, per la concessione di finanziamenti, l’iscrizione nella sezione speciale delle PMI innovative. Altresì, dovrebbe diventare a breve operativo, anche per le PMI innovative, il Fondo centrale di garanzia con la copertura fino all’80% del credito erogato da una banca fino a un massimo di 2,5 milioni di euro. Non da ultimo, è opportuno menzionare che le PMI innovative, considerata la diffidenza verso la quotazione, potranno acquisire capitali attraverso il sistema dell’equity crowdfunding e, qualora siano società a responsabilità limitata, mediante gli strumenti finanziari partecipativi, titoli innovativi a metà tra le azioni e le obbligazioni.

In secondo luogo, operando la suddetta impresa su diversi mercati esteri, ha ritenuto utile procedere alla registrazione allo scopo di vedersi riconosciuto, come previsto per le PMI innovative, un più ampio supporto dall’ICE, che includerà l’assistenza in materia fiscale, immobiliare, creditizia, nonché l’ospitalità a titolo gratuito alle principali fiere e manifestazioni internazionali, e l’incontro con investitori potenziali.

Occorre, infine, ricordare gli incentivi fiscali, di cui possono godere le persone fisiche e giuridiche, che investono nel capitale delle PMI innovative, sia nel caso in cui l’investimento sia effettuato direttamente dall’investitore che indirettamente tramite organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) ed altre società che investono prevalentemente in questa tipologia di impresa.

Avv. Marco De Paolis
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DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
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Recupero dei crediti più efficace con le nuove azioni previste a tutela dei creditori

Con l’entrata in vigore del D.l. n. 83/2015 il legislatore è intervenuto per favorire l’esito positivo delle azioni dirette al recupero dei crediti, offrendo ai creditori strumenti più validi per la ricerca e l’individuazione del patrimonio del debitore.

Come noto, per i beni immobili, esiste un sistema telematico che consente l’immediata individuazione del patrimonio del debitore, attraverso la consultazione di banche dati catastali. Per gli altri beni soggetti ad esecuzione forzata (beni mobili; beni mobili registrati; crediti nei confronti di terzi, depositi bancari e redditi da lavoro) è stato, invece, recentemente introdotto l’art.492 bis c.p.c.. Questa norma disciplina uno specifico procedimento, che autorizza il creditore ad accedere in via telematica alle banche dati della pubblica amministrazione, al fine di poter individuare i beni del debitore da sottoporre a pignoramento.

Una volta autorizzato, il creditore, mediante l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario, che è il soggetto abilitato alla consultazione telematica, può acquisire informazioni sulla consistenza del patrimonio del debitore. In caso di esito negativo, è prevista la possibilità per il creditore di ottenere che l’Ufficiale giudiziario interroghi il debitore circa eventuali giacenze e/o crediti verso terzi. In caso di dichiarazione mendace il debitore sarà sanzionato con l’applicazione di una multa fino a 316 euro e la reclusione fino a un anno. Qualora si verifichi il mancato funzionamento delle strutture tecnologiche, il legale del creditore può consultare direttamente le banche dati previa autorizzazione ex articolo 492 bis c.p.c..

La portata dello strumento è significativa per i creditori sotto più profili: da un lato, nell’ipotesi di ricerca telematica negativa, possono richiedere all’Ufficiale giudiziario l’interrogatorio del debitore circa eventuali giacenze e/o crediti verso terzi, dall’altro, sono tutelati da un sistema sanzionatorio contro le dichiarazioni mendaci, che prevede l’applicazione di una multa e della reclusione a carico del debitore. Infine, la norma conferisce una maggiore efficacia al recupero del credito, precludendo di fatto al debitore, per effetto delle sanzioni penali, la possibilità di occultare in tutto o in parte il proprio patrimonio e/o la propria situazione reddituale.

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Raccogliere capitali con gli strumenti finanziari partecipativi: una valida opzione per le imprese innovative

Uno dei più efficaci mezzi per raccogliere risorse finanziarie a disposizione delle imprese innovative (startup/PMI) sono gli strumenti finanziari partecipativi (SFP).

Si caratterizzano per l’estrema flessibilità essendo la loro configurazione determinabile sulla base delle particolari esigenze della società emittente e dei suoi investitori. Infatti, in questi strumenti possono essere concordati specifici diritti, come a) una partecipazione più ampia agli utili societari, b) il voto su singole materie di particolare interesse per l’investitore, escluso quelle nelle decisioni dei soci ai sensi degli articoli 2479 e 2479-bis cod. civ., c) la conversione in quote societarie degli SFP con modalità, costi e tempi predeterminati o d) la liquidazione preferenziale degli utili in caso di scioglimento della società.

Per emetterli è necessario che lo statuto della società contenga una specifica clausola in materia; diversamente si dovrà procedere ad una sua modifica che la autorizzi. Una volta deliberata l’emissione di SFP la società dovrà predisporre uno specifico regolamento contenente le regole predefinite per i suoi strumenti. Come premesso, gli SFP sono modellabili da ogni società; pertanto, non esistono regolamenti standardizzati.

Gli SFP rappresentano quindi un utile veicolo capace di attrarre investimenti in denaro da parte di soggetti, non necessariamente interessati al capitale sociale (cd. equity), ma che decidono di puntare ad una remunerazione derivante dal riconoscimento di una più favorevole partecipazione ai futuri utili e/o fatturato.

Le imprese innovative hanno così un’opportunità concreta di attrarre investimenti in quanto non scontano, se costituite in forma di società a responsabilità limitata (srl), il divieto di emissione di titoli debito, se non a favore di investitori professionali (banche, SGR).

Avv. Marco De Paolis

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L’Investment Compact è legge: queste in via definitiva le novità per startup e pmi innovative

Ieri è stato definitivamente convertito in legge il D.L. 24 gennaio 2015, n. 3 (cd. Investment Compact). Quali sono le misure che sono state confermate e che da oggi possono essere applicate alle pmi ed alle startup innovative?

La più interessante novità prevista dal decreto legge è stata l’introduzione della qualifica di “PMI innovative”. Nel corso dell’iter di conversione l’articolo 4 del decreto legge, che disciplina la PMI innovativa, è stato però più volte rimaneggiato. Cosa prevede ora? In primo luogo, è stato precisato la PMI innovativa deve essere una  società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni non siano quotate su un mercato regolamentato. In secondo luogo, si è precisato il requisito del volume di spesa in ricerca e sviluppo, includendo nel calcolo anche le spese per l’acquisto di tecnologia ad alto contenuto innovativo, ed estromettendo sia le spese per l’acquisto che quelle per la locazione di beni immobili.

Possono, quindi, qualificarsi come “PMI innovative” le PMI (come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE, vale a dire le imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro), che sono costituite sotto forma di società di capitali, anche in forma cooperativa e che possiedono i seguenti requisiti: a) residenza in Italia o in uno degli Stati Membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia; b) certificazione dell’ultimo bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato redatto da soggetti revisori contabili; c) azioni non sono quotate in un mercato regolamentato; d) assenza di iscrizione nel registro speciale previsto per le start-up innovative e l’incubatore certificato.

Il carattere innovativo per le PMI è dimostrato, secondo la legge di conversione, dalla sussistenza di almeno 2 dei seguenti aspetti:
1) volume di spesa in ricerca, sviluppo e innovazione in misura uguale o superiore al 3% della maggiore entità tra costo e valore totale della produzione delle PMI innovative;
2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al quinto della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero, in percentuale uguale o superiore a un terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell’articolo 3 del D.M. 22 ottobre 2004, n. 270;
3) titolarità, anche quali depositarie o licenziatarie di almeno una privativa industriale, relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero titolarità dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tale privativa sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

La legge di conversione precisa, inoltre, che gli incentivi fiscali in favore di persone fisiche e persone giuridiche, che intendono investire nel capitale sociale delle PMI innovative (art. 29 del DL n. 179/2012), sono riconosciuti alle imprese innovative costituite da meno di 7 anni dalla loro prima vendita commerciale. Questi incentivi fiscali sono estesi anche alle PMI innovative, che operano sul mercato da più di 7 anni dalla prima vendita commerciale, a condizione che presentino un piano di sviluppo dei prodotti, servizi o processi nuovi nel settore interessato. Il piano di sviluppo deve essere valutato e approvato da un organismo indipendente di valutazione espressione dell’associazionismo imprenditoriale, ovvero da un organismo pubblico.

Alle PMI innovative non viene concesso il beneficio dell’esonero dal pagamento dei diritti di segreteria dovuti per adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese nonché del diritto annuale dovuto alle camere di commercio.

Infine, alle PMI innovative è estesa la possibilità di utilizzare i portali di equity crowdfunding. Di particolare rilievo è la precisazione che, a raccogliere capitale con questo strumento, potranno essere anche gli Organismi di investimento collettivo del risparmio e le società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative e in PMI innovative (ad es., i fondi di Venture Capital).

Venendo alle start up innovative, la legge di conversione estende a 60 mesi dalla data di costituzione il limite temporale entro cui una società può avere questa qualifica. Conseguentemente, è riconosciuto fino al quinto anno, dopo l’iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese, l’esonero dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria nonché dal pagamento del diritto annuale dovuto alle camere di commercio.

Sono stati infine definiti alcuni requisiti di forma per l’atto costitutivo delle start up innovative e degli incubatori certificati, introducendo la possibilità di costituire la società con firma elettronica attraverso un atto notarile tipizzato senza firma del notaio.

In conclusione, meritano di essere citate le modifiche alla disciplina del Fondo di garanzia PMI. Dalla legge di conversione viene circoscritta alla sola garanzia diretta la limitazione del rilascio della garanzia del Fondo alle operazioni finanziarie di nuova concessione o erogazione. È stata invece estesa l’operatività del Fondo anche alle imprese di assicurazione per le attività di finanziamento diverse dal rilascio di garanzia, effettuate esclusivamente nei confronti di soggetti diversi dalle persone fisiche e dalle microimprese, nonché agli organismi di investimento collettivo del risparmio.

Avv. Marco De Paolis
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Pmi innovative: questi gli emendamenti all’Investment Compact

Il Decreto Legge n. 3/2015 (cd. Investment Compact) è giunto all’attenzione della Camera per l’iter di conversione e il nuovo testo prevede alcuni emendamenti che riguarderanno il nuovo status societario delle pmi innovative.

Vediamo quali sono le modifiche rispetto alla versione originaria approvata dal Governo.

Il nuovo testo chiarisce, in primo luogo, che sono solo le società di capitali, anche in forma cooperativa, non quotate in un mercato regolamentato, i soggetti candidabili alla qualifica di pmi innovativa.

Di maggior rilievo è la seconda precisazione inerente ad uno dei requisiti opzionali per diventare PMI innovativa. L’emendamento stabilisce che, ai fini della determinazione del volume di spese, oltre che a quelle in ricerca e sviluppo, devono essere prese in considerazione anche quelle in innovazione.

Le agevolazioni fiscali a chi investe nelle PMI innovative sono applicabili sia alle pmi che operano sul mercato da meno di 7 anni dalla loro prima vendita commerciale sia alle pmi presenti sul mercato da più di 7 anni dalla prima vendita commerciale purché presentino un piano di sviluppo di prodotti, servizi o processi nuovi o sensibilmente migliorati rispetto allo stato dell’arte del loro settore. Il piano di sviluppo dovrà essere valutato e approvato da un organismo indipendente di valutazione, espressione dell’associazionismo imprenditoriale, ovvero da un organismo pubblico, che sarà individuato mediante un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze da emanare, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico. Si modifica, quindi, la versione originaria del decreto legge in cui si menzionavano solo le PMI innovative costituite da non oltre 7 anni.

Il nuovo testo obbliga, inoltre, le PMI innovative (nel decreto erano esentate) al pagamento dei diritti di segreteria per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel Registro delle imprese, nonché del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio.

È infine confermato il deposito di apposita autocertificazione per l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese, da istituire presso le Camere di Commercio. Nel documento, la pmi richiedente l’iscrizione dovrà indicare a) ragione sociale e codice fiscale; b) data e luogo di costituzione, nome e indirizzo del notaio; c) sede principale ed eventuali sedi periferiche; c) oggetto sociale; d) breve descrizione dell’attività svolta, comprese l’attività e le spese in ricerca e sviluppo; e) elenco dei soci; f) elenco delle società partecipate; g) titoli di studio ed esperienze professionali dei soci e del personale la cui prestazione lavorativa è connessa all’attività innovativa delle PMI, esclusi eventuali dati sensibili; h) relazioni professionali, di collaborazione o commerciali con incubatori certificati, investitori istituzionali e professionali, università e centri di ricerca; i) ultimo bilancio depositato nello standard XBRL; l) elenco dei diritti di privativa su proprietà industriale e intellettuale; m) numero di dipendenti; n) sito internet.

Avv. Marco De Paolis
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PMI innovativa e startup innovativa: il punto su requisiti di legge e agevolazioni

Con l’obiettivo di sostenere la competitività del tessuto produttivo nazionale favorendo l’innovazione tecnologica all’interno di un più ampio numero di imprese, il cd. Investment Compact (Decreto Legge 24 gennaio 2015, n. 3) ha introdotto, all’articolo 4, una nuova categoria aziendale, la pmi innovativa, disponendo che a questa siano estese alcune delle agevolazioni riservate alle startup innovative così come disciplinate ai sensi del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (“Decreto Crescita 2.0”), convertito con Legge 17 dicembre 2012, n. 221.

i requisiti di legge della pmi innovativa e della startup innovativa

PMI INNOVATIVA STARTUP INNOVATIVA
società di capitali, costituita anche in forma cooperativa società di capitali, costituita anche in forma cooperativa
non quotata non quotata
con sede legale o filiale in Italia con sede legale o filiale in Italia
non sono previsti vincoli temporali; tuttavia, dovendo possedere almeno un bilancio certificato, non è una società di nuova costituzione. è di nuova costituzione o è attiva da non più di 48 mesi dalla data di presentazione della domanda per l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese.
ha meno di 250 dipendenti ed un fatturato annuo inferiore a € 50 milioni o un attivo dello stato patrimoniale inferiore a € 43 milioni (Raccomandazione n. 2003/361/CE). il totale del valore della produzione annua non è superiore a € 5 milioni.
non ha il divieto di distribuzione degli utili. non dà o non ha distribuito utili.
non ha limitazioni inerenti all’oggetto sociale. ha come oggetto esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
criteri opzionali per rilevare il carattere di innovazione tecnologica (almeno 2 su 3)

1.     3% del maggiore tra costi e valore totale riguarda attività di R&S;

2.     team è formato per 1/5 da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori con 3 anni di esperienza, oppure, per 1/3 da personale in possesso di laurea magistrale;

3.     è titolare, anche quale depositaria o licenziataria, di una privativa industriale (brevetto) inerente ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto, a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale oppure titolare di software registrato.

Criteri opzionali per rilevare il carattere di innovazione tecnologica (almeno 1 su 3)1.     15% del maggiore tra costi e valore totale riguarda attività di R&S;

1.     team è formato per 1/3 da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori con 3 anni di esperienza, oppure, per 2/3 da personale in possesso di laurea magistrale;

2.     è depositaria o licenziataria di privativa industriale, oppure titolare di software registrato.

le agevolazioni della pmi innovativa e della startup innovativa

MISURA DI SOSTEGNO PMI INNOVATIVA STARTUP INNOVATIVA
Obbligo di iscrizione in una sezione speciale del Registro delle imprese, accessibile mediante autocertificazione, soggetta a aggiornamento semestrale delle informazioni e regime speciale di pubblicità per favorire un monitoraggio e controllo diffuso e stimolare il dibattito pubblico sull’innovazione
Dilatazione nell’applicabilità del regime delle perdite
Possibilità di creare diritti di voto asimmetrici
Non applicabilità della disciplina sulle società di comodo
Esonero da imposta di bollo e diritti di segreteria per l’iscrizione al registro delle imprese e da diritti annuali di segreteria
Esonero da imposta di bollo e diritti di segreteria per il deposito di qualsiasi atto in camera di commercio No(a patto che l’Agenzia delle Entrate non si esprima per l’applicabilità della stessa interpretazione estensiva anche alla pmi innovativa) Sì(interpretazione estensiva offerta dalla circolare 16/E 11 giugno 2014, Agenzia delle Entrate)
Facoltà di remunerazione con piani di incentivazione in equity con esonero da imposizione sul reddito
Accesso fast-track e riserva nel plafond per il credito d’imposta del 35% per le assunzioni di personale altamente qualificato No
Disciplina del lavoro su misura (possibilità di utilizzare contratti a tempo determinato della durata minima di 6 mesi, massima di 36, rinnovabili senza soluzione di continuità, per un periodo massimo di 48 mesi, al termine del quale si devono trasformare in contratti a tempo indeterminato) No
Incentivi fiscali agli investimenti Sì(7 anni)
Maggiorazione negli incentivi agli investimenti per imprese a vocazione sociale o attive in ambito energetico No
Accesso all’Equity Crowdfunding
Accesso semplificato al Fondo di Garanzia (garanzia gratuita e concessa secondo modalità semplificate sull’80% del prestito concesso da banca)
Italia Startup Visa e Italia Startup Hub No
Sostegno ad hoc da parte dell’Agenzia ICE
Invitalia Smart & Start No
Esonero dalla disciplina ordinaria del fallimento No

I benefici assegnati alla pmi innovativa non conoscono alcuna delimitazione temporale. Questa regola conosce una sola eccezione ovvero le agevolazioni fiscali agli investimenti che hanno una durata massima di 7 anni. Le agevolazioni della startup innovativa si applicano invece per 5 anni.

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