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Giovani imprenditori agricoli: 60 milioni€ per avviare nuove aziende

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L’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA), con determinazione del Direttore Generale n. 230 del 6 aprile 2016, ha approvato il bando per l’insediamento di giovani in agricoltura, destinando 60 milioni di euro, così ripartiti:

– 30 milioni di euro per le operazioni fondiarie localizzate in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto, Lazio, Marche, Toscana e Umbria (Lotto 1);

– 30 milioni di euro destinati a finanziare le operazioni fondiarie localizzate nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia (Lotto 2).

Possono accedere fino al 10 giugno 2016 al bando i giovani, di età compresa tra i 18 anni compiuti e i 40 anni, che intendono insediarsi per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo azienda.

Sono altresì richiesti la cittadinanza di uno degli Stati membri dell’Unione Europea; la residenza nel territorio della Repubblica Italiana ed il possesso di adeguate conoscenze e competenze professionali, attestate da un titolo di studio di livello universitario di indirizzo agrario o da un titolo di studio di scuola media superiore in campo agrario o da un’esperienza lavorativa, dopo aver assolto l’obbligo scolastico, di almeno due anni in qualità di coadiuvante familiare ovvero di lavoratore agricolo, documentata dall’iscrizione al relativo regime previdenziale o da un attestato di frequenza con profitto ad idonei corsi di formazione professionale.

L’accesso al bando è consentito anche a chi, al momento della presentazione della domanda, non disponga di adeguate capacità e competenze professionali, purché dichiari di impegnarsi ad acquisire tali capacità e competenze professionali entro 36 mesi dalla data di adozione della determinazione di ammissione alle agevolazioni. Tale dichiarazione di impegno, da adempiersi a pena di decadenza dal contributo, deve essere indicata, a pena di esclusione, nel piano aziendale.

 

Nel caso di insediamento in società agricola, al momento della presentazione della domanda, a pena di esclusione, chi intende presentare la domanda deve esserne socio e la società (di persone, capitali ovvero cooperative) deve possedere partita IVA in campo agricolo, essere iscritta al registro delle imprese della Camera di Commercio, avere per oggetto sociale l’esercizio esclusivo delle attività di cui all’articolo 2135 cod. civ., recare l’indicazione di società agricola nella ragione sociale o nella denominazione sociale, non essere assoggettata ad alcuna procedura concordataria o concorsuale né avere in corso alcun procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni, avere una maggioranza assoluta, numerica e di quote di partecipazione di soci di età compresa tra i 18 anni compiuti e i 40 anni non compiuti, essere amministrata da soggetti di età compresa tra i 18 anni compiuti e i 40 anni non compiuti.

La domanda va presentata entro il 10 giugno 2016 esclusivamente in forma telematica mediante il portale dedicato*, con  un piano aziendale che dimostri la sostenibilità economica, finanziaria e ambientale dell’intervento fondiario in relazione allo sviluppo dell’attività agricola, articolato su un periodo di almeno 5 anni.

 

Le operazioni fondiarie previste dal bando si realizzano attraverso l’acquisto a cancello aperto (con esclusione quindi delle scorte vive e morte) da parte di ISMEA della struttura fondiaria agricola e la sua successiva vendita al giovane beneficiario, con patto di riservato dominio. L’importo richiesto per l’operazione, a pena di esclusione, deve essere compreso tra €. 250.000 euro e €. 2.000.000. Qualora l’operazione fondiaria abbia un valore di stima superiore a €. 2.000.000, l’operazione si realizza attraverso la concessione di un mutuo ipotecario di €. 2.000.000 a garanzia del quale ISMEA acquisisce ipoteca di primo grado sul terreno oggetto dell’operazione per un valore pari al 120% del mutuo. La differenza tra il prezzo di vendita del terreno ed il mutuo erogato da ISMEA deve essere coperta dal richiedente con il ricorso a mezzi propri od indebitamento, ai fini della stipula dell’atto di concessione delle agevolazioni.

 

Sono ammesse anche domande per operazioni fondiarie il cui importo richiesto è compreso tra €. 100.000 e €. 250.000, qualora si inseriscano in un contesto di arrotondamento fondiario. In tali casi, l’operazione è realizzata attraverso la concessione di un mutuo ipotecario a garanzia del quale ISMEA acquisisce ipoteca di primo grado sul terreno oggetto dell’operazione ovvero su altri beni e comunque fino alla concorrenza di valore del 120% del mutuo. L’arrotondamento fondiario deve essere dimostrato con terreni da condurre con contratti di affitto registrati di durata almeno di 15 anni e relativa assunzione del fascicolo aziendale, da formalizzare prima della stipula dell’atto di concessione delle agevolazioni.

L’esame delle domande sarà effettuato, per ciascun lotto, secondo l’ordine cronologico di presentazione e fino ad esaurimento della dotazione finanziaria.

A seguito delle verifiche effettuate, per ciascun lotto, sarà predisposta una graduatoria contenente l’elenco delle domande ammesse all’istruttoria finanziabili, che sarà pubblicata sul sito internet di ISMEA.

Avv. Marco De Paolis
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DE PAOLIS
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* http://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4652.

 

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PMI lombarde – i nuovi finanziamenti agevolati per l’innovazione

La Regione Lombardia, con una dotazione finanziaria di 110 milioni di euro, ha promosso una nuova linea di finanziamenti agevolati per sostenere l’innovazione delle PMI lombarde.

La misura punta a supportare le imprese che, innovando, migliorano prodotti esistenti, ne creano di nuovi o realizzano nuovi processi di produzione all’interno degli stabilimenti.

Le piccole e medie imprese potranno richiedere il finanziamento a condizione che abbiano un organico inferiore a 3 mila persone, siano iscritte nel Registro delle imprese ed abbiano una sede legale e/o operativa in Lombardia al momento dell’erogazione del contributo. Non saranno concesse agevolazioni alle imprese che si trovino in difficoltà ai sensi degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato. La Linea innovazione si compone della Sottomisura Prodotto e della Sottomisura Processo e sarà aperta con procedura a sportello.

Per accedere al finanziamento sarà, altresì, necessario che i progetti siano coerenti con la strategia di specializzazione intelligente della Regione Lombardia, le cui aree di specializzazione e le relative tecnologie abilitanti fondamentali sono le seguenti:

  1. Aerospazio, KET’s: Fotonica, ICT, Micro/Nanoelettronica, Materiali avanzati e Sistemi manifatturieri avanzati;
  2. Agrifood, KET’s: Biotecnologie industriali, Fotonica, ICT, Materiali avanzati, Micro/Nanoelettronica, Nanotecnologie e Sistemi manifatturieri avanzati;
  3. Mobilità sostenibile, KET’s: ICT, Materiali avanzati, Micro/Nanoelettronica, Nanotecnologie e Sistemi manifatturieri avanzati;
  4. Manifattura avanzata;
  5. Ecoindustria, KET’s: Biotecnologie industriali, Fotonica, ICT, Materiali avanzati, Micro/Nanoelettronica e Sistemi manifatturieri avanzati;
  6. Industrie creative e culturali, KET’s: Biotecnologie industriali, Fotonica, ICT, Materiali avanzati e Micro/Nanoelettronica;
  7. Industria della salute, KET’s: Biotecnologie industriali, Fotonica, ICT, Materiali avanzati e Micro/Nanoelettronica.

Avv. Marco De Paolis
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Operativa la possibilità di passaggio dal bando Brevetti+ al bando Brevetti+ 2

Invitalia ha introdotto l’opportunità per le imprese, che hanno presentato la domanda del bando Brevetti+, di richiedere il passaggio al bando Brevetti +2, attivo dal 6 ottobre u.s.. La condizione per procedere al cd. switch è che il procedimento istruttorio inerente al bando Brevetti+ non sia ancora concluso.

La richiesta di switch va predisposta con l’apposito modello ed inviata ad Invitalia dal legale rappresentate dell’impresa a mezzo Pec.

Nel caso di accettazione della richiesta verrà assegnato un nuovo protocollo alla domanda presentata con Brevetti+ 2 e riprenderà l’istruttoria sulla base dei criteri di valutazione previsti da Brevetti+ 2.

Potranno essere finanziate anche le spese sostenute prima dello switch da Brevetti+ a Brevetti+ 2, purché sostenute dopo la data di presentazione della domanda di Brevetti+.

Avv. Marco De Paolis
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16 miliardi di euro per ricerca e sviluppo: ufficiale il Work Programme 2016-2017 di Horizon 2020

16 miliardi di euro è la somma stanziata dall’Unione Europea per finanziare progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito del Work Programme 2016-2017 di Horizon 2020.

Tra gli obiettivi perseguiti vi è la promozione di attività strutturate e di investimenti in tecnologie industriali allo scopo di incentivare il potenziale di crescita delle aziende europee ed aiutare le PMI innovative a trasformarsi in imprese leader a livello mondiale.

Le principali aree, a cui devono essere inerenti i progetti, sono le seguenti:

  1. consolidamento della leadership nelle tecnologie abilitative e industriali (ICT, materiali avanzati, manifatturiero avanzato e processi – spazio);
  2. accesso al capitale di rischio;
  3. intero ciclo dell’innovazione delle PMI: valutazione iniziale, sviluppo, produzione e commercializzazione;
  4. salute, cambiamento demografico e ambiente;
  5. sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina;
  6. energia pulita, sicura ed efficiente;
  7. trasporti intelligenti, integrati, verdi;
  8. società sicure, inclusive, innovative;
  9. azione climatica, efficienza energetica e materie prime.

Possono usufruire delle risorse previste enti pubblici e privati, organizzazioni no profit, e qualsiasi soggetto giuridico stabilito in uno stato membro, un paese associato o un paese terzo. Ad eccezione del programma “SME Instrument“, al quale le società possono partecipare autonomamente, per la richiesta dei fondi occorre la costituzione di un partenariato internazionale con almeno 3 soggetti giuridici indipendenti, ognuno dei quali stabilito in un differente Stato membro o paese associato.

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Brevetti+2, dal 6 ottobre operativo lo sportello per le domande: ecco le istruzioni

Dalle ore 12 di martedì 6 ottobre p.v. sarà operativo lo sportello per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni del bando Brevetti+2. Con questo programma il Ministero dello Sviluppo Economico si rivolge alle PMI e agli spinoff accademici/universitari che presentano progetti per la valorizzazione economica di brevetti rilasciati dal 2013 (dal 2012 per gli spinoff). A questo link trovate il testo del bando: http://www.uibm.gov.it/attachments/Bando%20Brevetti+2.pdf.

Il bando è gestito da Invitalia. Pertanto, i candidati dovranno richiedere l’account di accesso ai servizi di Invitalia (https://appregistrazioneaccountinvitalia.invitalia.it/Pages/default.aspx) ed indicare un indirizzo di posta elettronica ordinario (non deve essere indicato un indirizzo PEC). Al termine della registrazione riceveranno un’email per la conferma dell’account e l’attivazione della registrazione.

Completate le suddette fasi preliminari, i candidati potranno accedere alla procedura on line per l’inserimento del project plan e della documentazione richiesta, da firmare digitalmente da parte del legale rappresentante dell’impresa richiedente, all’atto della spedizione. Entro 30 giorni dall’assegnazione del protocollo elettronico, il project plan, unitamente agli allegati richiesti, deve essere inviato, esclusivamente a mezzo PEC, all’indirizzo brevettiplus@pec.invitalia.it.

Le domande saranno esaminate in base all’ordine di arrivo. Sarà quindi opportuno essere celeri nella predisposizione dei materiali richiesti per avere più opportunità di ricevere quanto stanziato dal bando.

Avv. Marco De Paolis
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PMI innovative: maggiore accesso al credito e sgravi fiscali per gli investitori

Le PMI innovative, introdotte dal cd. Investment Compact (D.l. n. 3/2015, convertito dalla Legge n. 33/2015), sono quella nuova categoria societaria a cui il legislatore ha riconosciuto gran parte delle agevolazioni e semplificazioni previste a favore delle startup innovative (per un approfondimento si può leggere questo post del 25 marzo u.s. – https://studiodepaolisbrescia.wordpress.com/2015/03/25/linvestment-compact-e-legge-queste-in-via-definitiva-le-novita-per-startup-e-pmi-innovative/).

Sono PMI innovative, ricordo, le imprese che hanno la sede produttiva in Italia, un fatturato massimo di 50 milioni di euro, un numero di dipendenti inferiore a 250, almeno il 3% delle spese destinato a ricerca e sviluppo. Inoltre, non devono avere azioni quotate in un mercato regolamentato. Nel caso in cui siano in possesso di questi requisiti, possono richiedere la registrazione in Camera di Commercio nella sezione speciale ad esse dedicata, presentando una specifica domanda con allegato un bilancio certificato.

Dopo quasi 6 mesi dall’introduzione delle PMI innovative si può affermare che alcuni dei vantaggi previsti dalla normativa sono concreti e che inizia ad essere operativo, presso gli istituti di credito, un più ampio supporto finanziario per chi dispone della registrazione o ha intenzione di ottenerla.

Guardando all’impresa, di cui abbiamo seguito la registrazione, è stato riscontrato, in primo luogo, il vantaggio di aver ottenuto, sulla base di criteri semplificati ed in via prioritaria, l’erogazione di un finanziamento. Infatti, come premesso, i principali istituti di credito si stanno dotando di procedure finalizzate a inserire nel calcolo del rating dell’impresa, per la concessione di finanziamenti, l’iscrizione nella sezione speciale delle PMI innovative. Altresì, dovrebbe diventare a breve operativo, anche per le PMI innovative, il Fondo centrale di garanzia con la copertura fino all’80% del credito erogato da una banca fino a un massimo di 2,5 milioni di euro. Non da ultimo, è opportuno menzionare che le PMI innovative, considerata la diffidenza verso la quotazione, potranno acquisire capitali attraverso il sistema dell’equity crowdfunding e, qualora siano società a responsabilità limitata, mediante gli strumenti finanziari partecipativi, titoli innovativi a metà tra le azioni e le obbligazioni.

In secondo luogo, operando la suddetta impresa su diversi mercati esteri, ha ritenuto utile procedere alla registrazione allo scopo di vedersi riconosciuto, come previsto per le PMI innovative, un più ampio supporto dall’ICE, che includerà l’assistenza in materia fiscale, immobiliare, creditizia, nonché l’ospitalità a titolo gratuito alle principali fiere e manifestazioni internazionali, e l’incontro con investitori potenziali.

Occorre, infine, ricordare gli incentivi fiscali, di cui possono godere le persone fisiche e giuridiche, che investono nel capitale delle PMI innovative, sia nel caso in cui l’investimento sia effettuato direttamente dall’investitore che indirettamente tramite organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) ed altre società che investono prevalentemente in questa tipologia di impresa.

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Dall’1 luglio aperte le domande per le agevolazioni delle reti d’impresa nell’artigianato digitale

Il 23 aprile scorso abbiamo presentato il programma di agevolazioni a sostegno di attività innovative nell’ambito dell’artigianato digitale e della manifattura sostenibile, che prevede uno stanziamento in via definitiva di 9 milioni di euro (https://studiodepaolisbrescia.wordpress.com/2015/04/21/15-milioni-di-euro-in-incentivi-per-artigianato-digitale-e-manifattura-sostenibile-realizzato-da-reti-dimpresa/).

Questo programma è ora operativo con le seguenti previsioni: dall’1 luglio 2015 (ore 10) fino al 25 settembre 2015 (ore 12) le attività innovative, nell’ambito dell’artigianato digitale e della manifattura sostenibile, realizzate da reti (ATI e RTI), costituite da almeno 15 imprese, di cui almeno il 50% rappresentato da imprese artigiane o micro-imprese, potranno presentare le domande di accesso alle agevolazioni. Queste agevolazioni sono costituite da una sovvenzione parzialmente rimborsabile, di importo pari al 70% delle spese ammissibili, di cui è stata data indicazione nel precedente articolo.

Un’ultima nota riguarda la spedizione delle domande, che dovranno essere inviate tramite posta elettronica certificata all’indirizzo dgiai.artigianatodigitale@pec.mise.gov.it.

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200.000€ per la valorizzazione delle eccellenze italiane con la call Petroleum della Fondazione Obiettivo Lavoro

“Petroleum – Progetti per creare occupazione e valorizzare le ricchezze d’Italia” è l’iniziativa, promossa dalla Fondazione Obiettivo Lavoro, in collaborazione con Fondazione Italiana Accenture e la piattaforma IdeaTre60, per sostenere la nascita di nuove imprese e favorire l’occupazione attraverso la valorizzazione delle eccellenze nazionali.

Sono ricercate idee di startup e sviluppo imprenditoriale caratterizzate da innovatività, sosteniblità e capacità di creare occupazione nell’ambito del patrimonio culturale (storia e tradizioni, professioni a forte contenuto di creatività, solidarietà e coesione sociale, educazione e stili di vita), ambientale (territori ed ecosistemi, tutela dell’esistente, recupero di danneggiamenti, fruizione consapevole attraverso modalità di turismo innovativo), eno-gastronomico (prodotti e luoghi di produzione, preparazione dei cibi, educazione del gusto, cultura nutrizionale), artistico (beni e siti da promuovere e gestire attraverso nuovi approcci di diffusione della conoscenza e metodologie ad alto contenuto di sostenibilità economica, sociale ed ambientale) e della promozione e gestione del turismo consapevole (attività di comunicazione e marketing, nuove modalità di viaggio, accesso ai siti, integrazione della filiera complessiva delle eccellenze italiane).

Le candidature possono essere presentate da cittadini, residenti in Italia che siano maggiorenni, inoccupati, o occupati in imprese attive da non più di due anni, sia singolarmente che in team. L’iscrizione deve essere effettuata entro le 10 del 30 giugno 2015 secondo la procedura on-line dalla barra “PARTECIPA AL CONCORSO” disponibile al seguente link (http://petroleum.ideatre60.it/).

Ai 5 migliori saranno assegnati i premi, per complessivi 200.000€, di cui 100.000€ in forma di contributi finanziari e 100.000€ in servizi di consulenza manageriale per l’avvio e lo sviluppo dei progetti di impresa.

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L’Investment Compact è legge: queste in via definitiva le novità per startup e pmi innovative

Ieri è stato definitivamente convertito in legge il D.L. 24 gennaio 2015, n. 3 (cd. Investment Compact). Quali sono le misure che sono state confermate e che da oggi possono essere applicate alle pmi ed alle startup innovative?

La più interessante novità prevista dal decreto legge è stata l’introduzione della qualifica di “PMI innovative”. Nel corso dell’iter di conversione l’articolo 4 del decreto legge, che disciplina la PMI innovativa, è stato però più volte rimaneggiato. Cosa prevede ora? In primo luogo, è stato precisato la PMI innovativa deve essere una  società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni non siano quotate su un mercato regolamentato. In secondo luogo, si è precisato il requisito del volume di spesa in ricerca e sviluppo, includendo nel calcolo anche le spese per l’acquisto di tecnologia ad alto contenuto innovativo, ed estromettendo sia le spese per l’acquisto che quelle per la locazione di beni immobili.

Possono, quindi, qualificarsi come “PMI innovative” le PMI (come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE, vale a dire le imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro), che sono costituite sotto forma di società di capitali, anche in forma cooperativa e che possiedono i seguenti requisiti: a) residenza in Italia o in uno degli Stati Membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia; b) certificazione dell’ultimo bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato redatto da soggetti revisori contabili; c) azioni non sono quotate in un mercato regolamentato; d) assenza di iscrizione nel registro speciale previsto per le start-up innovative e l’incubatore certificato.

Il carattere innovativo per le PMI è dimostrato, secondo la legge di conversione, dalla sussistenza di almeno 2 dei seguenti aspetti:
1) volume di spesa in ricerca, sviluppo e innovazione in misura uguale o superiore al 3% della maggiore entità tra costo e valore totale della produzione delle PMI innovative;
2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al quinto della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero, in percentuale uguale o superiore a un terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell’articolo 3 del D.M. 22 ottobre 2004, n. 270;
3) titolarità, anche quali depositarie o licenziatarie di almeno una privativa industriale, relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero titolarità dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tale privativa sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

La legge di conversione precisa, inoltre, che gli incentivi fiscali in favore di persone fisiche e persone giuridiche, che intendono investire nel capitale sociale delle PMI innovative (art. 29 del DL n. 179/2012), sono riconosciuti alle imprese innovative costituite da meno di 7 anni dalla loro prima vendita commerciale. Questi incentivi fiscali sono estesi anche alle PMI innovative, che operano sul mercato da più di 7 anni dalla prima vendita commerciale, a condizione che presentino un piano di sviluppo dei prodotti, servizi o processi nuovi nel settore interessato. Il piano di sviluppo deve essere valutato e approvato da un organismo indipendente di valutazione espressione dell’associazionismo imprenditoriale, ovvero da un organismo pubblico.

Alle PMI innovative non viene concesso il beneficio dell’esonero dal pagamento dei diritti di segreteria dovuti per adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese nonché del diritto annuale dovuto alle camere di commercio.

Infine, alle PMI innovative è estesa la possibilità di utilizzare i portali di equity crowdfunding. Di particolare rilievo è la precisazione che, a raccogliere capitale con questo strumento, potranno essere anche gli Organismi di investimento collettivo del risparmio e le società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative e in PMI innovative (ad es., i fondi di Venture Capital).

Venendo alle start up innovative, la legge di conversione estende a 60 mesi dalla data di costituzione il limite temporale entro cui una società può avere questa qualifica. Conseguentemente, è riconosciuto fino al quinto anno, dopo l’iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese, l’esonero dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria nonché dal pagamento del diritto annuale dovuto alle camere di commercio.

Sono stati infine definiti alcuni requisiti di forma per l’atto costitutivo delle start up innovative e degli incubatori certificati, introducendo la possibilità di costituire la società con firma elettronica attraverso un atto notarile tipizzato senza firma del notaio.

In conclusione, meritano di essere citate le modifiche alla disciplina del Fondo di garanzia PMI. Dalla legge di conversione viene circoscritta alla sola garanzia diretta la limitazione del rilascio della garanzia del Fondo alle operazioni finanziarie di nuova concessione o erogazione. È stata invece estesa l’operatività del Fondo anche alle imprese di assicurazione per le attività di finanziamento diverse dal rilascio di garanzia, effettuate esclusivamente nei confronti di soggetti diversi dalle persone fisiche e dalle microimprese, nonché agli organismi di investimento collettivo del risparmio.

Avv. Marco De Paolis
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Smart&Start: queste le caratteristiche del finanziamento degli “investitori qualificati” per il punteggio aggiuntivo

Uno dei punti, su cui molti aspiranti candidati alle risorse del bando Smart&Start hanno chiesto chiarimenti, riguarda il ruolo dei cd. “investitori qualificati”. È, infatti, previsto, nella valutazione delle domande, un punteggio aggiuntivo per le start up innovative, il cui piano d’impresa risulti finanziato per almeno il 30% da uno o più investitori qualificati.

Ma che natura deve avere questo finanziamento? Il bando precisa che il finanziamento da parte degli “investitori qualificati” deve essere effettuato mediante conferimenti in denaro iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote della start-up innovativa, anche in seguito alla conversione di obbligazioni convertibili in azioni o quote di nuova emissione. Fate attenzione! L’iscrizione deve essere stata eseguita prima della stipula del contratto di finanziamento con Invitalia.

Su chi siano, invece, gli “investitori qualificati” si deve fare riferimento alle normative CONSOB.

Rientrano in questa categoria 1) i soggetti tenuti ad essere autorizzati o regolamentati per operare nei mercati finanziari, sia italiani che esteri (banche; imprese di investimento; altri istituti finanziari autorizzati o regolamentati; imprese di assicurazione; organismi di investimento collettivo e società di gestione di tali organismi; fondi pensione e società di gestione di tali fondi; i negoziatori per conto proprio di merci e strumenti derivati su merci; soggetti che svolgono esclusivamente la negoziazione per conto proprio su mercati di strumenti finanziari e che aderiscono indirettamente al servizio di liquidazione, nonché al sistema di compensazione e garanzia (locals); altri investitori istituzionali; agenti di cambio).

Altresì, si qualificano come “investitori qualificati” le imprese di grandi dimensioni che presentano a livello di singola società, almeno due dei seguenti requisiti dimensionali, a) totale di bilancio (€ 20.000.000); b) fatturato netto: (€ 40.000.000) e c) fondi propri (€ 2.000.000), e gli investitori istituzionali, la cui attività principale è investire in strumenti finanziari, compresi gli enti dediti alla cartolarizzazione di attivi o altre operazioni finanziarie.
Avv. Marco De Paolis
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