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Iper-ammortamento: opportunità di collaborazione tra imprese produttrici e aziende innovative per l’industria 4.0

L’iper-ammoratamento è uno dei benefici che la legge di bilancio 2017 ha introdotto per favorire la digitalizzazione del sistema produttivo (cd. Industria 4.0). Per l’accesso a questa misura si richiede che il macchinario acquistato, non solo rientri all’interno dei beni elencati dalla normativa di settore, ma anche che sia interconnesso ai sistemi di gestione aziendale, con conseguente necessità in molti casi di un adeguamento o di una completa revisione del sistema informativo.

Ecco quindi uno strumento pensato per favorire la collaborazione tra imprese produttrici e aziende innovative, che realizzano sistemi informatici e digitali in grado di creare l’interconnessione, che è il presupposto dell’iper-ammortamento.

Ma quali sono i beni ammissibili all’agevolazione? L’iper-ammortamento riguarda beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestiti tramite opportuni sensori e azionamenti (qui l’elenco completo: iperammortamento-elenco-macchinari). Facendo un esempio, possono rientrare nell’iper-ammortamento strumenti e dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, i dispositivi wearable, i dispositivi di realtà aumentata e virtuale.

Oltre a rientrare nell’elenco un macchinario può beneficiare dell’ iper-ammortamento se presenta anche alcune caratteristiche tecniche, quali il controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller), nonché l’interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program e, inoltre, l’integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo. Deve inoltre presentare un’interfaccia tra uomo e macchina semplice ed intuitiva e rispondere ai parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

Occorre anche verificare che il macchinario sia dotato di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderlo assimilabile o integrabile a sistemi cyberfisici, ovvero 1) di sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto, 2) di un monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori ed adattività alle derive di processo, 3) di un’integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo.

La collaborazione tra imprese produttrici e aziende innovative, dotate di adeguate competenze tecniche, viene altresì incentivata grazie all’iper-ammortamento essendo richiesta nella documentazione da presentare, per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500 mila euro, una perizia tecnica. Se hanno, invece, un costo inferiore è sufficiente una dichiarazione di atto notorio resa dal legale rappresentante avente i medesimi contenuti della perizia. Anche in questo secondo caso le competenze tecniche specifiche sono, quindi, essenziali. 

Avv. Marco De Paolis

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Investimenti in ricerca e sviluppo: gli incentivi 2017

La Legge di Bilancio 2017, oltre ad aver innalzato al 30% l’agevolazione fiscale per chi investe in società innovative (qui il post del 16 dicembre sull’argomento – Startup/pmi innovative: agevolazione fiscale al 30% sugli investimenti eseguiti dall’1 gennaio 2017), contiene altre misure d’incentivazione per le imprese attive nello sviluppo e nella produzione di prodotti o servizi ad alto valore tecnologico.

Quali sono queste misure?

a) il credito di imposta pari al 50% dell’investimento in attività di ricerca e sviluppo (es. nuovo software, nuovo modello industriale), raddoppiato rispetto al precedente pari al 25%. Questo investimento il primo anno è interamente agevolato senza la necessità di calcolare l’eccedenza della media dei precedenti periodi d’imposta. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi per le attività in ricerca e sviluppo sono sostenuti. Gli investimenti agevolati potranno essere effettuati fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2020.

b) il superammortamento al 40% sugli investimenti (in proprietà o tramite leasing) in beni materiali e strumentali nuovi entro il 31 dicembre 2017.

c) l’iperammortamento pari al 150% del costo di acquisizione di impianti e macchinari ad alto contenuto tecnologico atti a favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale (cd. industria 4.0), tra cui i beni strumentali, il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati, sistemi per l’assicurazione della qualità e dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0. Alle imprese, che beneficiano dell’iperammortamento, è concessa un’ulteriore agevolazione, consistente nella maggiorazione del 40% del costo di acquisizione di alcuni beni immateriali (es. software, sistemi, piattaforme e applicazioni, idonei a interconnettere i suddetti beni strumentali).

Per accedere alle agevolazioni è sufficiente un’autocertificazione del legale rappresentante, che attesti la sussistenza nel bene delle caratteristiche tecniche e la sua interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per gli acquisti di costo unitario superiore a 500.000 euro l’attestazione dovrà essere effettuata mediante una perizia tecnica giurata di un professionista abilitato.

La Legge Sabatini-ter consente di cumulare le misure del superammortamento e dell’iperammortamento ed estende al 31 dicembre 2018 il termine per accedere ai finanziamenti agevolati e ai contributi statali per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi da parte delle piccole e medie imprese, con un contributo statale maggiorato per gli investimenti in nuove tecnologie (big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, ecc.).

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Startup innovative: più semplice la costituzione e maggiori agevolazioni con la Legge di Bilancio 2017

La Legge di Bilancio 2017 consentirà la costituzione e le modifiche dello statuto anche con la firma elettronica avanzata autenticata. Saranno così ancora più semplici le operazioni societarie per una startup innovativa. Ricordo che, dal 20 luglio di quest’anno, l’atto costitutivo delle startup innovative può essere redatto secondo il modello uniforme adottato con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico e trasmesso al competente ufficio del Registro delle Imprese mediante la firma digitale.

Il disegno di legge di Bilancio  introdurrà l’esonero dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria relativi all’atto costitutivo. Le startup innovative attualmente non devono già procedere al pagamento del diritto annuale richiesto dalle Camere di Commercio, nonché dei diritti di segreteria e dell’imposta di bollo per gli adempimenti da effettuare presso il Registro delle Imprese.

Le agevolazioni fiscali, ora temporanee, diventano permanenti.  È altresì introdotta un’aliquota unica di contributo del 30% per gli investimenti delle persone fisiche, delle persone giuridiche e in startup innovative a vocazione sociale o del settore energetico.

Come abbiamo già segnalato, per le persone fisiche, che investono nelle startup innovative, è infatti previsto il raddoppio del limite massimo dell’investimento su cui calcolare la detrazione, dagli attuali 500.000 arriva ad un milione di euro.

Diventa, quindi, sempre più evidente la volontà di accrescere la presenza delle imprese innovative in Italia e gli investimenti in capitale di rischio.

Avv. Marco De Paolis

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Startup innovative, proprietà intellettuale ed industriale – intervento 29 ottobre 2016

Metto oggi a disposizione le slide, presentate durante il mio intervento del 29 ottobre 2016 al FabLab di Villanuova sul Clisi (BS), in occasione della II^ edizione di VALLESABBIA Restart, il progetto della Regione Lombardia e della Comunità Montana di Valle Sabbia per la promozione dell’imprenditoria giovanile ed innovativa nel territorio della Valle Sabbia.

Nelle slide sono illustrate le principali disposizioni di legge sulle startup innovative, i nuovi vantaggi per queste imprese (es. costituzione senza notaio, aumento al 30% delle agevolazioni fiscali per gli investitori, azienda sponsor, credito d’imposta al 50% per ricerca e sviluppo), unitamente ad una sintesi su cosa tuteli il diritto d’autore (es. il software, le banche dati) e cosa invece sia protetto dalla proprietà industriale (es. marchi, brevetti, disegni e modelli).

Avv. Marco De Paolis
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presentazione-avv-marco-de-paolis-convegno-29-10-16

Nessun dramma: le soluzioni in caso di crisi per le startup innovative

Uno dei punti principali del piano Restart Italia, poi attuato attraverso il D.L. n. 179/2012 (convertito con modifiche dalla L. n. 221/2012), è il cd. Fail-fast, ovvero l’insieme di procedure finalizzate a risolvere in modo più rapido e meno gravoso la situazione di crisi di una startup la cui attività imprenditoriale non riesca ad avere successo.

All’articolo 31 del D.L. n. 179/2012 (convertito con modifiche dalla L. n. 221/2012) è previsto che le startup innovative non sono soggette al fallimento, all’accordo di ristrutturazione del debito ed al concordato preventivo. Alle startup si applicano, quindi, unicamente il procedimento di composizione della crisi mediante un accordo con i creditori e quello di liquidazione dei beni.

Non potendo essere dichiarate fallite su istanza dei creditori o del pubblico ministero, gli amministratori delle startup non sono soggetti ai reati fallimentari mancando la condizione di punibilità (ovvero la sentenza di fallimento). Altresì, trascorsi dodici mesi dalla pubblicazione nel Registro delle Imprese del decreto di apertura della liquidazione previsto dall’art. 14 quinquies della Legge n. 3/2012, la compagine sociale delle startup non sarà più visibile nel Registro delle Imprese, né nelle banche dati. Si punta quindi a tutelare credibilità dell’imprenditore e dell’investitore nei terzi ed evitare che sia disincentivata la partecipazione al capitale di rischio.

L’esenzione dall’applicazione delle disposizioni della legge fallimentare è fissata in quattro anni e può essere revocata sia d’ufficio sia su istanza di parte. Il creditore, interessato alla dichiarazione di fallimento della startup, potrà infatti ricorrere al giudice del registro ex art. 2191 cod. civ. per chiedere la revoca dell’iscrizione nella sezione speciale, per originaria o sopravvenuta perdita dei requisiti. Allo stesso modo i terzi interessati potranno far valere le proprie ragioni nell’accordo di composizione della crisi opponendosi all’omologa dello stesso ai sensi dell’art. 12  della Legge n. 3/2012 ed eccependo il difetto dei requisiti della startup e la conseguente inammissibilità dell’accordo approvato.

In caso di procedimento di liquidazione dei beni, se dovessero venire meno i requisiti,  la revoca dello status di startup innovativa potrà avvenire anche d’ufficio da parte del conservatore del registro delle imprese, qualora ad esempio non pervengano le dichiarazioni dell’amministratore che attestino la permanenza dei requisiti imposte dall’art. 25 del D.l. 179/2012, oppure per il decorso del termine quadriennale.

Venuti meno i presupposti per essere una startup innovativa, la società è quindi assoggettabile agli istituti previsti dalla legge fallimentare.

I procedimenti che abbiamo menzionato servono, quindi, ad agevolare il procedimento di chiusura delle startup, che abbiano, comunque, beni da valorizzare e di preservarle dalle procedure fallimentare limitando le conseguenze in capo all’imprenditore, qualora la sua attività non abbia avuto positivi riscontri sul mercato.

 

Avv. Marco De Paolis

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Start Cup Lombardia 2016: aperte fino al 19 settembre le candidature

Fino al 19 Settembre 2016 sono aperte le candidature alla Start Cup Lombardia, la competizione, organizzata dalle Università e dagli Incubatori Universitari lombardi e promossa da Regione Lombardia, con cui si punta a stimolare la nascita di nuove imprese ad alto potenziale nate, ospitate o legate da rapporti di collaborazione con le Università e gli Incubatori Universitari lombardi.

Possono presentare la domanda di partecipazione sia gli aspiranti imprenditori (singolarmente o in team), che intendano avviare iniziative di sviluppo di prodotti e servizi innovativi, a condizione che rientrino in una delle seguenti categorie (studente universitario; laureato; dottorando o PhD di ricerca; ricercatore; assegnista o borsista di ricerca; professore; persone afferenti agli enti o alle strutture appartenenti al Comitato Organizzatore di Start Cup Lombardia 2016) che le imprese costituite in forma di società a responsabilità limitata (S.r.l.) o di società per azioni (S.p.A.) con almeno un’unità operativa localizzata sul territorio lombardo, o che si impegnino, in caso di vittoria, ad aprirne una in suddetto territorio, che soddisfino simultaneamente i seguenti requisiti (costituite dopo l’1 gennaio 2016 o in via di costituzione; sede legale in Italia; operatività in settori innovativi, nei quali vi sia una competenza specifica tra gli organizzatori (Università e/o incubatori), e intenzione di avviare iniziative di sviluppo di prodotti e servizi innovativi; assenza di contenziosi con Regione Lombardia, con uno o più degli Atenei e/o con gli incubatori organizzatori del Premio). A pena di esclusione è necessario che all’interno del team ci sia almeno un componente che appartenga ad una delle categorie richieste per gli aspiranti imprenditori.

Alla competizione sono ammessi i progetti d’impresa che rientrino nell’ICT e Servizi o nelle Clean & Industrial Technologies o nel Life Science& Agrofood.

Per i primi 3 classificati è previsto un montepremi complessivo di 120mila euro.

Per le iscrizioni è attivo il seguente sito: http://www.startcuplombardia.it/partecipa/.

Avv. Marco De Paolis
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Fino al 30 settembre incentivi alle startup in Emilia Romagna

Con contributi a fondo perduto la Regione Emilia Romagna* punta a favorire le imprese innovative, ad alta intensità di conoscenza, in grado di sviluppare opportunità sui mercati attraverso nuovi prodotti, servizi e sistemi di produzione a elevato contenuto tecnologico con il fine di generare nuove opportunità occupazionali.

Fino al 30 settembre 2016  potranno essere presentate le domande, unitamente al business plan, esclusivamente online,  da startup iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio.

I settori economici interessati sono agroalimentare; edilizia e costruzioni; meccatronica e motoristica; industria della salute e del benessere; industrie culturali e creative; innovazione nei servizi.

Sono ammessi agli incentivi sia i progetti di avvio di attività (tipologia A) sia quelli di espansione di startup già avviate (tipologia B).

Per gli interventi di tipologia A (avvio di attività) sono ammessi i costi riguardanti macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software, arredi strettamenti funzionali; affitto e noleggio laboratori e attrezzature scientifiche (massimo 20% del costo totale del progetto); acquisto e brevetti, licenze e/o software da fonti esterne.

Per gli interventi di tipologia B (espansione di startup) sono ammessi i costi riguardanti acquisizione sedi produttive, logistiche, commerciali; macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software, arredi strettamente funzionali; spese di affitto e noleggio laboratori e attrezzature scientifiche (massimo 20% del costo totale del progetto); acquisto e brevetti, licenze e/o software da fonti esterne; spese promozionali anche per partecipazione a fiere ed eventi (massimo 10% del costo totale del progetto).

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Qui il testo del bando

Finanziamenti dalla Regione Puglia per le nuove imprese con il piano PIN – Pugliesi Innovativi

 

PIN – Pugliesi Innovativi* è il programma dell’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Puglia, che si propone di supportare i progetti imprenditoriali ad alto potenziale di sviluppo locale nell’ambito dell’innovazione culturale (es., valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e artistico), tecnologica (es., innovazioni di prodotto e di processo) e sociale (es., servizi per favorire l’inclusione sociale).

La Regione mette a disposizione un finanziamento compreso tra 10.000 e 30.000 euro a fondo perduto da destinare alla copertura delle spese di gestione e degli investimenti del primo anno di attività. Saranno, altresì, offerti servizi per favorire la formazione e lo sviluppo delle competenze erogati dall’ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione – e co-progettati con gli stessi beneficiari.

Al programma possono accedere gruppi informali di almeno due giovani residenti in Puglia, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che hanno un’idea imprenditoriale innovativa e vogliono svilupparla.

La presentazione delle candidature sarà possibile a partire dall’1/09/2016 mediante un business model canvass con cui deve essere descritta l’idea imprenditoriale.

Attenzione! Il bando del programma PIN funzionerà a sportello e ha una dotazione finanziaria pari a 10 milioni di euro. Pertanto, l’accesso avverrà secondo l’ordine di data delle candidature e fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

Avv. Marco De Paolis
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per informazioni: info@studiomarcodepaolis.it

PIN – Pugliesi Innovativi

Operativo l’accesso semplificato al Fondo di garanzia per le PMI innovative

A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 17 maggio 2016 del decreto interministeriale 23 marzo 2016 del Ministro dello Sviluppo Economico e del Ministro dell’Economia e delle Finanze è operativo anche per le PMI innovative l’accesso gratuito e semplificato all’intervento del Fondo centrale di garanzia.

Ciò significa che, nelle operazioni finanziarie riferite alle PMI innovative, la garanzia del Fondo centrale si applica mediante una procedura semplificata, in base alla quale il merito creditizio dell’impresa non è valutato dal gestore del Fondo, ma direttamente dalle singole banche erogatrici il finanziamento o dai Confidi. Accedere a tale procedura semplificata richiede i seguenti requisiti:

a) la PMI innovativa deve rientrare nella Fascia 1 o nella Fascia 2 di valutazione;

b) il soggetto finanziatore, in relazione al’importo dell’operazione finanziaria, non deve acquisire alcuna garanzia, reale, assicurativa o bancaria, ad eccezione delle garanzie personali o concesse dai Confidi e dagli altri fondi di garanzia.

In presenza dei suddetti requisiti, alle domande presentate sarà assegnata priorità in fase di istruttoria e presentazione al Consiglio di gestione del Fondo.

Il Fondo centrale copre fino all’80% dell’ammontare del finanziamento, nel caso di garanzia diretta, o l’80% dell’importo garantito da Confidi o altro fondo di garanzia nel caso di controgaranzia. L’importo massimo complessivamente garantibile per ogni PMI innovativa è pari a 2,5 milioni di euro, da utilizzare eventualmente attraverso più operazioni.

Avv. Marco De Paolis

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Patent box: 150 giorni per inviare gli allegati all’istanza di ruling

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il termine entro il quale è necessario presentare la documentazione da allegare all’istanza di ruling prevista per l’applicazione del regime del patent box è di 150 giorni.

Con comunicato stampa del 22 aprile 2016  è stato quindi corretto il riferimento al maggior termine di 180 giorni indicato nella prima versione della circolare n. 11/E pubblicata il 7 aprile scorso.

Avv. Marco De Paolis
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