Categoria: strumenti finanziari per le startup innovative

Startup innovative: con l’azienda sponsor quotata si ottengono capitali e si cedono le perdite

Tra le misure dedicate alle startup innovative la Legge di Bilancio 2017 ha introdotto il supporto finanziario della cd. azienda sponsor.

Nella relazione illustrativa della misura si legge che essa è stata prevista al fine di ovviare  alla difficoltà di reperire risorse finanziarie nei primi esercizi, contraddistinti spesso dalla presenza di perdite, che limita la possibilità di sviluppo di molte imprese innovative.

Come funziona la misura?

La legge (art. 1, commi 76-80, L. n. 232/2016) consente alle startup, partecipate da società quotate (aziende sponsor) per almeno il 20 per cento, di vendere a queste ultime le perdite realizzate nei primi tre periodi d’imposta di attività.

Per la startup il beneficio si produce con l’applicazione alle perdite fiscali cedute dell’aliquota Ires relativa al periodo d’imposta in cui le perdite sono state conseguite. In sostanza, la  startup ottiene una sorta di finanziamento da destinare al proprio sviluppo. Per l’azienda sponsor si realizza, invece, per la possibilità di dedurre le perdite acquistate dal proprio reddito complessivo per l’intero importo, che vi trova capienza, nei primi tre periodi d’imposta, e per l’eventuale eccedenza negli anni successivi senza limiti di tempo. Si richiede, naturalmente, per l’operatività delle misura, che le perdite cedute siano riferite ad una nuova attività produttiva.

Si vuole, quindi, favorire un meccanismo, come è stato precisato nella nota governativa, secondo cui “gli imprenditori affermati aiutano nuovi imprenditori a crescere creando un ecosistema pro startup“.

Avv. Marco De Paolis
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Innovalombardia: con il nuovo bando finanziamenti al 100% per l’innovazione di prodotto e processo

Con una dotazione di 110 milioni di euro ha aperto oggi (9 gennaio 2017) il bando “Innovalombardia” diretto ad agevolare le imprese lombarde mediante un finanziamento a medio-lungo termine ed un contributo in conto interessi.

Potranno ricevere i fondi (erogabili anche in misura pari al 100% dell’ammontare del progetto) le imprese, che presentino progetti inerenti l’innovazione di prodotto e di processo nei settori indicati dal bando (es. aerospazio, agroalimentare, eco-industria, industrie creative e culturali, industria della salute, manifatturiero avanzato, mobilità sostenibile – per maggiori dettagli: Bando Innovalombardia).

I progetti presentati dovranno essere realizzati nel termine massimo di 18 mesi a partire dalla data del decreto di concessione del contributo in conto interessi, fatta salva la possibilità di proroga fino a 3 mesi aggiuntivi e, comunque, entro il termine massimo del 30 giugno 2022.

La domanda di partecipazione al bando potrà essere presentata, esclusivamente per mezzo di SiAge (www.siage.regione.lombardia.it), fino ad esaurimento delle risorse stanziate.

Avv. Marco De Paolis

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Investimenti in ricerca e sviluppo: gli incentivi 2017

La Legge di Bilancio 2017, oltre ad aver innalzato al 30% l’agevolazione fiscale per chi investe in società innovative (qui il post del 16 dicembre sull’argomento – Startup/pmi innovative: agevolazione fiscale al 30% sugli investimenti eseguiti dall’1 gennaio 2017), contiene altre misure d’incentivazione per le imprese attive nello sviluppo e nella produzione di prodotti o servizi ad alto valore tecnologico.

Quali sono queste misure?

a) il credito di imposta pari al 50% dell’investimento in attività di ricerca e sviluppo (es. nuovo software, nuovo modello industriale), raddoppiato rispetto al precedente pari al 25%. Questo investimento il primo anno è interamente agevolato senza la necessità di calcolare l’eccedenza della media dei precedenti periodi d’imposta. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi per le attività in ricerca e sviluppo sono sostenuti. Gli investimenti agevolati potranno essere effettuati fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2020.

b) il superammortamento al 40% sugli investimenti (in proprietà o tramite leasing) in beni materiali e strumentali nuovi entro il 31 dicembre 2017.

c) l’iperammortamento pari al 150% del costo di acquisizione di impianti e macchinari ad alto contenuto tecnologico atti a favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale (cd. industria 4.0), tra cui i beni strumentali, il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati, sistemi per l’assicurazione della qualità e dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0. Alle imprese, che beneficiano dell’iperammortamento, è concessa un’ulteriore agevolazione, consistente nella maggiorazione del 40% del costo di acquisizione di alcuni beni immateriali (es. software, sistemi, piattaforme e applicazioni, idonei a interconnettere i suddetti beni strumentali).

Per accedere alle agevolazioni è sufficiente un’autocertificazione del legale rappresentante, che attesti la sussistenza nel bene delle caratteristiche tecniche e la sua interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per gli acquisti di costo unitario superiore a 500.000 euro l’attestazione dovrà essere effettuata mediante una perizia tecnica giurata di un professionista abilitato.

La Legge Sabatini-ter consente di cumulare le misure del superammortamento e dell’iperammortamento ed estende al 31 dicembre 2018 il termine per accedere ai finanziamenti agevolati e ai contributi statali per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi da parte delle piccole e medie imprese, con un contributo statale maggiorato per gli investimenti in nuove tecnologie (big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, ecc.).

Avv. Marco De Paolis

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Startup innovative: più semplice la costituzione e maggiori agevolazioni con la Legge di Bilancio 2017

La Legge di Bilancio 2017 consentirà la costituzione e le modifiche dello statuto anche con la firma elettronica avanzata autenticata. Saranno così ancora più semplici le operazioni societarie per una startup innovativa. Ricordo che, dal 20 luglio di quest’anno, l’atto costitutivo delle startup innovative può essere redatto secondo il modello uniforme adottato con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico e trasmesso al competente ufficio del Registro delle Imprese mediante la firma digitale.

Il disegno di legge di Bilancio  introdurrà l’esonero dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria relativi all’atto costitutivo. Le startup innovative attualmente non devono già procedere al pagamento del diritto annuale richiesto dalle Camere di Commercio, nonché dei diritti di segreteria e dell’imposta di bollo per gli adempimenti da effettuare presso il Registro delle Imprese.

Le agevolazioni fiscali, ora temporanee, diventano permanenti.  È altresì introdotta un’aliquota unica di contributo del 30% per gli investimenti delle persone fisiche, delle persone giuridiche e in startup innovative a vocazione sociale o del settore energetico.

Come abbiamo già segnalato, per le persone fisiche, che investono nelle startup innovative, è infatti previsto il raddoppio del limite massimo dell’investimento su cui calcolare la detrazione, dagli attuali 500.000 arriva ad un milione di euro.

Diventa, quindi, sempre più evidente la volontà di accrescere la presenza delle imprese innovative in Italia e gli investimenti in capitale di rischio.

Avv. Marco De Paolis

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Fino al 30 settembre incentivi alle startup in Emilia Romagna

Con contributi a fondo perduto la Regione Emilia Romagna* punta a favorire le imprese innovative, ad alta intensità di conoscenza, in grado di sviluppare opportunità sui mercati attraverso nuovi prodotti, servizi e sistemi di produzione a elevato contenuto tecnologico con il fine di generare nuove opportunità occupazionali.

Fino al 30 settembre 2016  potranno essere presentate le domande, unitamente al business plan, esclusivamente online,  da startup iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio.

I settori economici interessati sono agroalimentare; edilizia e costruzioni; meccatronica e motoristica; industria della salute e del benessere; industrie culturali e creative; innovazione nei servizi.

Sono ammessi agli incentivi sia i progetti di avvio di attività (tipologia A) sia quelli di espansione di startup già avviate (tipologia B).

Per gli interventi di tipologia A (avvio di attività) sono ammessi i costi riguardanti macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software, arredi strettamenti funzionali; affitto e noleggio laboratori e attrezzature scientifiche (massimo 20% del costo totale del progetto); acquisto e brevetti, licenze e/o software da fonti esterne.

Per gli interventi di tipologia B (espansione di startup) sono ammessi i costi riguardanti acquisizione sedi produttive, logistiche, commerciali; macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software, arredi strettamente funzionali; spese di affitto e noleggio laboratori e attrezzature scientifiche (massimo 20% del costo totale del progetto); acquisto e brevetti, licenze e/o software da fonti esterne; spese promozionali anche per partecipazione a fiere ed eventi (massimo 10% del costo totale del progetto).

Avv. Marco De Paolis
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Qui il testo del bando

Nuove regole per incentivare l’investimento in startup

Nuove regole per incentivare l’investimento in startup

Come già segnalato in un precedente articolo (Incentivi fiscali 2016 per gli investitori in startup innovative) sono stati confermati gli incentivi fiscali all’investimento in startup innovative nel 2016.

Nel decreto,  firmato a fine febbraio dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e dal Ministro dello Sviluppo Economico, sono contenute nuove regole destinate a rendere ancora più vantaggioso investire in imprese innovative.

Quali sono queste novità?

  1. È stata innalzata da 2,5 a 15 milioni di euro la soglia massima degli investimenti ammissibili che ciascuna start up innovativa può ricevere in ciascun periodo di imposta;
  2. il periodo minimo di durata dell’investimento, a pena di decadenza dell’agevolazione, è stato esteso da 2 a 3 anni.

Ricordo che le agevolazioni sono previste per gli investimenti effettuati sia direttamente che indirettamente per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative.

Gli investimenti possono essere rappresentati da conferimenti in denaro, iscritti alla voce capitale sociale e riserva sovrapprezzo delle startup innovative o delle società di capitali, che investono prevalentemente in startup innovative, anche in seguito alla conversione di obbligazioni convertibili in azioni o quote di nuova emissione, e agli investimenti in quote degli OICR.

I conferimenti agevolabili rilevano nel periodo d’imposta in corso alla data del deposito per l’iscrizione nel registro delle imprese dell’atto costitutivo o della deliberazione di aumento del capitale sociale ovvero, se successiva, alla data del deposito dell’attestazione che l’aumento del capitale è stato eseguito in conformità agli articoli 2444 e 2481-bis cod. civ.. I conferimenti derivanti dalla conversione di obbligazioni convertibili, invece, rilevano nel periodo d’imposta in corso alla data in cui ha effetto la conversione.

Per maggiori dettagli concernenti la misura dell’agevolazione e i beneficiari si rimanda, invece, al precedente articolo citato nel primo paragrafo.

Avv. Marco De Paolis
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Fondo di garanzia: accesso semplificato per le PMI innovative

Il 2 marzo scorso, con apposito decreto, il Ministro dello Sviluppo Economico ha esteso alle PMI innovative l’accesso semplificato al Fondo di garanzia.

Trova quindi definitiva attuazione quanto previsto dall’articolo 4 dell’Investment Compact (D.l. n. 3/2015). Questa norma, come già previsto per le startup innovative, punta a favorire l’accesso alle fonti finanziarie da parte delle imprese innovative attraverso la concessione di una garanzia pubblica, che si affianca o si sostituisce alle garanzie reali portate dalle imprese stesse. Grazie a questa opportunità le PMI innovative sono in grado di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fideiussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo. La determinazione del loro merito creditizio viene affidata direttamente alla banca o al Confidi ed alle domande presentate è riconosciuta priorità nell’istruttoria e nella delibera da parte del Fondo di Garanzia.

Una misura di grande utilità quando sono in programma progetti d’investimento e/o nel momento in cui serve uno strumento che agevoli l’accesso al credito.

Per verificare se avete i requisiti di PMI innovative e, quindi, se avete diritto all’agevolazione del Fondo di Garanzia, potete consultare il seguente articolo: https://studiodepaolisbrescia.wordpress.com/2015/02/23/pmi-innovativa-e-startup-innovativa-il-punto-su-requisiti-di-legge-e-agevolazioni/.

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Confermati gli incentivi fiscali nel 2016 per gli investitori in startup innovative

La Commissione Europea ha confermato che gli investitori nel capitale delle startup innovative potranno anche nel 2016 usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa di settore (art. 29 D.l. n. 179/2012).

Come noto, per le persone fisiche l’incentivo è rappresentato da una detrazione dall’imposta lorda pari al 19% della somma investita, mentre per i soggetti passivi IRES da una deduzione dal reddito complessivo di un importo pari al 20% dei conferimenti effettuati. La percentuale di agevolazione fiscale è pari al 25% nel caso di investimenti nelle startup a vocazione sociale e al 27% per quelle in startup innovative che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Ricordo che, per godere dell’incentivo fiscale, il  beneficiario deve avere effettuato conferimenti in denaro o in sede di costituzione della startup innovativa o di aumento di capitale sociale in caso di società già costituite. È stato, poi, precisato dall’Agenzia delle Entrate che le agevolazioni trovano applicazione nel caso di a) conferimenti in denaro iscritti alla voce capitale sociale e riserva da sovrapprezzo delle startup innovative o delle società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative; b) conferimenti derivanti dalla conversione di obbligazioni convertibili in azioni o quote di nuova emissione o c) investimenti in quote degli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) che investono prevalentemente in startup innovative. Pertanto, occorre fare attenzione su come viene registrato l’investimento.

È altresì opportuno ribadire che non hanno diritto alle agevolazioni fiscali i soggetti che esercitano un’influenza notevole sulla startup innovativa, in quanto detentori di partecipazioni superiori al 30%, in termini di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria o di partecipazione al capitale o di patrimonio dell’azienda. L’Agenzia delle Entrate ha però stabilito che la predetta preclusione non può mai verificarsi per i soci fondatori poiché, prima dell’apertura della società, non possono vantare alcuna partecipazione nella costituenda startup.

L’investimento massimo, su cui calcolare la detrazione per le persone fisiche, non può eccedere l’importo di 500.000 euro. In caso di persone giuridiche l’investimento massimo deducibile non può eccedere l’importo di 1,8 milioni di euro.

Infine, pare opportuno segnalare che, per beneficiare degli incentivi fiscali, gli investitori devono presentare la seguente documentazione:
– certificazione rilasciata dalla startup innovativa, che attesti il rispetto del limite annuo di investimenti agevolabili ricevuti pari a 2,5 milioni di euro, relativamente al periodo di imposta in cui è stato effettuato l’investimento;
– copia del piano di investimento della startup innovativa, contenente informazioni dettagliate sull’oggetto della prevista attività della medesima startup innovativa, sui relativi prodotti, nonché sull’andamento, previsto o attuale, delle vendite e dei profitti;
– certificazione rilasciata dalla startup innovativa attestante l’oggetto della propria attività, per gli investimenti effettuati in startup a vocazione sociale e in startup che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

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Clausole anti-diluzione nei round d’investimento: come funzionano

Nelle lettere d’intenti, che precedono un investimento, sono frequentemente inserite clausole che tutelano l’investitore, già presente nella compagine sociale, in caso di un successivo round con emissione di quote ad un prezzo inferiore a quello fissato in occasione del precedente. Sono le cd. clausole di anti-diluizione.

Un esempio concreto? Un investitore è diventato socio al momento di un primo round, in cui le quote avevano una valutazione più alta di quella proposta ai nuovi finanziatori per il secondo round. Mediante le clausole di anti-diluizione l’investitore, già socio, dispone del diritto di ottenere, gratuitamente o ad un prezzo scontato, tante quote quante ne avrebbe dovute ricevere se il prezzo fosse rimasto invariato, evitando in tal modo di vedere ridotta la propria partecipazione.

Nella prassi sono state formulate due tipologie di clausole di anti-diluizione: la cd. full ratchet, consistente nella retrocessione di quote in favore dell’investitore così che la valutazione successiva inferiore sia applicata anche a quella antecedente, e la cd. weighted average, che permette la retrocessione di quote in favore dell’investitore fino ad un valore medio (o ponderato) fra la valutazione iniziale e quella successiva.

Queste clausole impattano sulla struttura proprietaria della società: possono, ad esempio, incidere sulle partecipazioni qualificate e, di conseguenza, sulle deliberazioni dell’assemblea straordinaria. Meritano, quindi, un’attenta valutazione ed una trattativa adeguata affinché siano adeguatamente formulate.

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Raccogliere capitali con gli strumenti finanziari partecipativi: una valida opzione per le imprese innovative

Uno dei più efficaci mezzi per raccogliere risorse finanziarie a disposizione delle imprese innovative (startup/PMI) sono gli strumenti finanziari partecipativi (SFP).

Si caratterizzano per l’estrema flessibilità essendo la loro configurazione determinabile sulla base delle particolari esigenze della società emittente e dei suoi investitori. Infatti, in questi strumenti possono essere concordati specifici diritti, come a) una partecipazione più ampia agli utili societari, b) il voto su singole materie di particolare interesse per l’investitore, escluso quelle nelle decisioni dei soci ai sensi degli articoli 2479 e 2479-bis cod. civ., c) la conversione in quote societarie degli SFP con modalità, costi e tempi predeterminati o d) la liquidazione preferenziale degli utili in caso di scioglimento della società.

Per emetterli è necessario che lo statuto della società contenga una specifica clausola in materia; diversamente si dovrà procedere ad una sua modifica che la autorizzi. Una volta deliberata l’emissione di SFP la società dovrà predisporre uno specifico regolamento contenente le regole predefinite per i suoi strumenti. Come premesso, gli SFP sono modellabili da ogni società; pertanto, non esistono regolamenti standardizzati.

Gli SFP rappresentano quindi un utile veicolo capace di attrarre investimenti in denaro da parte di soggetti, non necessariamente interessati al capitale sociale (cd. equity), ma che decidono di puntare ad una remunerazione derivante dal riconoscimento di una più favorevole partecipazione ai futuri utili e/o fatturato.

Le imprese innovative hanno così un’opportunità concreta di attrarre investimenti in quanto non scontano, se costituite in forma di società a responsabilità limitata (srl), il divieto di emissione di titoli debito, se non a favore di investitori professionali (banche, SGR).

Avv. Marco De Paolis

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