Categoria: fisco

Startup/pmi innovative: agevolazione fiscale al 30% sugli investimenti eseguiti dall’1 gennaio 2017

La Legge di Bilancio 2017, come già anticipato (Articolo 28 novembre 2016), prevede l’incremento delle agevolazioni per chi investe in startup e PMI innovative.

Le aliquote sono state uniformate al 30% sia per la detrazione IRPEF a favore delle persone fisiche (ora al 19%) sia per la deduzione IRES destinata a quelle giuridiche (ora al 20%), indipendentemente dalla tipologia di società innovativa beneficiaria.

In attesa dell’approvazione da parte dell’Unione Europea della misura di agevolazione e di una circolare esplicativa dell’Agenzia delle Entrate o del Ministero dello Sviluppo Economico, pare opportuno segnalare che l’aliquota del 30% si applicherà agli investimenti eseguiti nel 2017.

Questa considerazione si fonda sull’esame del testo della Legge di Bilancio (art. 14) in cui si legge “all’articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, sono apportate le seguenti modificazioni: c) dopo il comma 7 è inserito il seguente: «7-bis. A decorrere dall’anno 2017, le aliquote di cui ai commi 1, 4 e 7 sono aumentate al 30 per cento»“.

Pertanto, nella prossima dichiarazione fiscale, che sarà presentata nell’anno 2017, in cui si indicheranno gli investimenti perfezionati nel 2016, si applicherà l’aliquota del 19% o del 20%.

Ricordo, altresì, che la Legge di Bilancio innalza il tetto massimo di investimento detraibile  per le persone fisiche a 1 milione di euro, lasciandolo inalterato per i soggetti passivi IRES a 1,8 milioni di euro.

Infine, per usufruire dell’agevolazione fiscale, secondo la Legge di Bilancio 2017, si dovrà mantenere l’investimento per 3 anni.

Avv. Marco De Paolis

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Patent box: 150 giorni per inviare gli allegati all’istanza di ruling

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il termine entro il quale è necessario presentare la documentazione da allegare all’istanza di ruling prevista per l’applicazione del regime del patent box è di 150 giorni.

Con comunicato stampa del 22 aprile 2016  è stato quindi corretto il riferimento al maggior termine di 180 giorni indicato nella prima versione della circolare n. 11/E pubblicata il 7 aprile scorso.

Avv. Marco De Paolis
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Startup innovative: operativi gli incentivi 2016 per gli investitori

Il decreto del 25/2/2016 del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, contenente le modalità di attuazione degli incentivi fiscali per gli investitori nelle startup innovative, in riferimento al periodo di imposta 2016, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 dell’11/4/2016.

Per effetto della pubblicazione la misura è pienamente operativa e usufruibile da parte delle persone fisiche o giuridiche interessate a mettere capitali nelle startup innovative.

Avv. Marco De Paolis
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Startup: gli studi di settore non si applicano

Startup: gli studi di settore non si applicano

Meno adempimenti a carico delle startup! La Commissione tributaria della Liguria (sentenza  n. 167/1/16) ha infatti preso due importanti decisioni:

  1. gli studi di settore sono applicabili alle imprese che operano nei cd. settori maturi e non anche a quelle attive nelle nuove tecnologie;
  2. l’iscrizione  dei costi sostenuti per ricerca e sviluppo nell’attivo patrimoniale come immobilizzazioni immateriali non è presupposto di una condotta antieconomica.

Avv. Marco De Paolis
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Sentenza n. 167:1:2016 – Ctr Liguria

 

Applicazione del patent box alle royalties derivanti dalla distribuzione di software registrato

Siete una società che ha sviluppato un software e l’ha registrato presso il Pubblico Registro tenuto dalla SIAE? Distribuite il software, in Italia o all’estero, ricevendo in cambio delle royalties? Avete anche voi l’opportunità di beneficiare delle agevolazioni previste dal patent box. 

Il patent box, disciplinato dalla Legge n. 190/2014 e dal D.l. n. 3/2015, come abbiamo già segnalato, offre alle imprese un’agevolazione fiscale per brevetti, marchi, software protetti da copyright, disegni, modelli e know-how tutelabili ai fini di legge. È infatti riconosciuta un’esenzione, ai fini Ires ed Irap, dei redditi, derivanti dall’utilizzo diretto o dalla concessione in uso a terzi (è il caso sopra citato) o dalla vendita dei predetti beni immateriali, realizzati dalle aziende, sia direttamente che, attraverso contratti di ricerca stipulati con altre società, università o enti di ricerca e organismi equiparati.

Come si calcola il beneficio fiscale? Qualora il software sia concesso a terzi in licenza d’uso, il reddito è costituito dai relativi canoni conseguiti al netto dei costi, diretti e indiretti, ad essi connessi di competenza del periodo d’imposta. La quota di reddito agevolabile si calcola sulla base del rapporto tra i costi di attività di ricerca e sviluppo sostenuti direttamente o tramite Università e società terze per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale (cd. costi qualificati) e i costi complessivi afferenti il bene medesimo (cd. costi complessivi).

Sono, nel nostro caso, costi di ricerca e sviluppo quelli inerenti alla realizzazione del software protetto da copyright, le ricerche di mercato, l’adozione di sistemi anticontraffazione, il marketing e la pubblicità.

Determinato il reddito agevolabile, questo dato deve essere moltiplicato per un coefficiente, che, per il periodo 2015-2017, si calcola computando tutti i costi qualificati e complessivi sostenuti nell’esercizio e nei 3 precedenti senza distinzione per singolo bene. Per il 2015 si considereranno, pertanto, i costi, qualificati e complessivi, di competenza degli anni 2012, 2013, 2014 e 2015. Dal 2018 il coefficiente andrà, invece, calcolato per singolo bene guardando ai relativi costi qualificati e complessivi degli anni 2015, 2016, 2017 e 2018.

Avv. Marco De Paolis
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