Categoria: diritto tributario

Patent box: 150 giorni per inviare gli allegati all’istanza di ruling

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il termine entro il quale è necessario presentare la documentazione da allegare all’istanza di ruling prevista per l’applicazione del regime del patent box è di 150 giorni.

Con comunicato stampa del 22 aprile 2016  è stato quindi corretto il riferimento al maggior termine di 180 giorni indicato nella prima versione della circolare n. 11/E pubblicata il 7 aprile scorso.

Avv. Marco De Paolis
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DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
INTERNAZIONALIZZAZIONE E STARTUP
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
T. +39 030 2421245
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E. marco.depaolis@studiomarcodepaolis.it

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Confermati gli incentivi fiscali nel 2016 per gli investitori in startup innovative

La Commissione Europea ha confermato che gli investitori nel capitale delle startup innovative potranno anche nel 2016 usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa di settore (art. 29 D.l. n. 179/2012).

Come noto, per le persone fisiche l’incentivo è rappresentato da una detrazione dall’imposta lorda pari al 19% della somma investita, mentre per i soggetti passivi IRES da una deduzione dal reddito complessivo di un importo pari al 20% dei conferimenti effettuati. La percentuale di agevolazione fiscale è pari al 25% nel caso di investimenti nelle startup a vocazione sociale e al 27% per quelle in startup innovative che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Ricordo che, per godere dell’incentivo fiscale, il  beneficiario deve avere effettuato conferimenti in denaro o in sede di costituzione della startup innovativa o di aumento di capitale sociale in caso di società già costituite. È stato, poi, precisato dall’Agenzia delle Entrate che le agevolazioni trovano applicazione nel caso di a) conferimenti in denaro iscritti alla voce capitale sociale e riserva da sovrapprezzo delle startup innovative o delle società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative; b) conferimenti derivanti dalla conversione di obbligazioni convertibili in azioni o quote di nuova emissione o c) investimenti in quote degli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) che investono prevalentemente in startup innovative. Pertanto, occorre fare attenzione su come viene registrato l’investimento.

È altresì opportuno ribadire che non hanno diritto alle agevolazioni fiscali i soggetti che esercitano un’influenza notevole sulla startup innovativa, in quanto detentori di partecipazioni superiori al 30%, in termini di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria o di partecipazione al capitale o di patrimonio dell’azienda. L’Agenzia delle Entrate ha però stabilito che la predetta preclusione non può mai verificarsi per i soci fondatori poiché, prima dell’apertura della società, non possono vantare alcuna partecipazione nella costituenda startup.

L’investimento massimo, su cui calcolare la detrazione per le persone fisiche, non può eccedere l’importo di 500.000 euro. In caso di persone giuridiche l’investimento massimo deducibile non può eccedere l’importo di 1,8 milioni di euro.

Infine, pare opportuno segnalare che, per beneficiare degli incentivi fiscali, gli investitori devono presentare la seguente documentazione:
– certificazione rilasciata dalla startup innovativa, che attesti il rispetto del limite annuo di investimenti agevolabili ricevuti pari a 2,5 milioni di euro, relativamente al periodo di imposta in cui è stato effettuato l’investimento;
– copia del piano di investimento della startup innovativa, contenente informazioni dettagliate sull’oggetto della prevista attività della medesima startup innovativa, sui relativi prodotti, nonché sull’andamento, previsto o attuale, delle vendite e dei profitti;
– certificazione rilasciata dalla startup innovativa attestante l’oggetto della propria attività, per gli investimenti effettuati in startup a vocazione sociale e in startup che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Avv. Marco De Paolis

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Applicazione del patent box alle royalties derivanti dalla distribuzione di software registrato

Siete una società che ha sviluppato un software e l’ha registrato presso il Pubblico Registro tenuto dalla SIAE? Distribuite il software, in Italia o all’estero, ricevendo in cambio delle royalties? Avete anche voi l’opportunità di beneficiare delle agevolazioni previste dal patent box. 

Il patent box, disciplinato dalla Legge n. 190/2014 e dal D.l. n. 3/2015, come abbiamo già segnalato, offre alle imprese un’agevolazione fiscale per brevetti, marchi, software protetti da copyright, disegni, modelli e know-how tutelabili ai fini di legge. È infatti riconosciuta un’esenzione, ai fini Ires ed Irap, dei redditi, derivanti dall’utilizzo diretto o dalla concessione in uso a terzi (è il caso sopra citato) o dalla vendita dei predetti beni immateriali, realizzati dalle aziende, sia direttamente che, attraverso contratti di ricerca stipulati con altre società, università o enti di ricerca e organismi equiparati.

Come si calcola il beneficio fiscale? Qualora il software sia concesso a terzi in licenza d’uso, il reddito è costituito dai relativi canoni conseguiti al netto dei costi, diretti e indiretti, ad essi connessi di competenza del periodo d’imposta. La quota di reddito agevolabile si calcola sulla base del rapporto tra i costi di attività di ricerca e sviluppo sostenuti direttamente o tramite Università e società terze per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale (cd. costi qualificati) e i costi complessivi afferenti il bene medesimo (cd. costi complessivi).

Sono, nel nostro caso, costi di ricerca e sviluppo quelli inerenti alla realizzazione del software protetto da copyright, le ricerche di mercato, l’adozione di sistemi anticontraffazione, il marketing e la pubblicità.

Determinato il reddito agevolabile, questo dato deve essere moltiplicato per un coefficiente, che, per il periodo 2015-2017, si calcola computando tutti i costi qualificati e complessivi sostenuti nell’esercizio e nei 3 precedenti senza distinzione per singolo bene. Per il 2015 si considereranno, pertanto, i costi, qualificati e complessivi, di competenza degli anni 2012, 2013, 2014 e 2015. Dal 2018 il coefficiente andrà, invece, calcolato per singolo bene guardando ai relativi costi qualificati e complessivi degli anni 2015, 2016, 2017 e 2018.

Avv. Marco De Paolis
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