Investire in ricerca e sviluppo conviene grazie al credito d’imposta

Investire in ricerca e sviluppo conviene grazie al credito d’imposta

Il credito d’imposta, per effetto delle modifiche introdotte dalla legge di Stabilità 2015, rende più semplice e conveniente investire in ricerca e sviluppo.

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate (Circolare n. 5/E del 16 marzo 2016) le procedure d’accesso al credito d’imposta sono semplificate. La misura è infatti concessa in maniera automatica a seguito dell’effettuazione delle spese agevolate. Non occorre, quindi, più presentare un’apposita istanza per via telematica.

Il credito è concesso fino all’importo massimo di 5 milioni di euro a favore di ciascun beneficiario, a condizione che l’impresa effettui una spesa complessiva per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a 30mila euro. L’Agenzia dell’Entrate ha precisato che la soglia minima di investimento è posta esclusivamente con riferimento a ciascun periodo di imposta, per il quale si intende effettivamente accedere all’agevolazione. Ciò significa che non serve effettuare investimenti di importo pari almeno a euro 30.000 in tutti i periodi di imposta potenzialmente agevolati purché tale soglia sia raggiunta in quello nel quale l’impresa ha intenzione di beneficiare dell’agevolazione.

Possono beneficiare del credito d’imposta le imprese che, indipendentemente dalla loro natura giuridica, dal settore in cui operano, dal regime contabile adottato e dalle dimensioni aziendali, investono in attività di ricerca e sviluppo. La misura si estende anche gli enti non commerciali in caso esercitino un’attività commerciale, ai consorzi ed alle reti di imprese a condizione che effettuino attività di ricerca e sviluppo. Infine, l’incentivo è previsto anche a favore delle imprese neo-costituite la cui attività è stata intrapresa a partire dal 2015.

Ai fini dell’accesso al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo si intendono quelle volte all’acquisizione di nuove conoscenze, all’accrescimento di quelle esistenti e all’utilizzo di tali conoscenze per nuove applicazioni. Pertanto, possono essere svolte anche in ambiti diversi da quelli scientifico e tecnologico. Con riferimento alle spese ammissibili la circolare individua, in ogni caso, le seguenti quattro categorie: 1. personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, in possesso di un titolo di dottore di ricerca, ovvero iscritto ad un ciclo di dottorato, ovvero in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico; 2. quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio; 3. contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese; 4. competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne.

È opportuno puntualizzare che il credito d’imposta ricerca e sviluppo vale per attività svolte da tutto il personale delle imprese, indipendentemente dal titolo di studio. Per le attività di ricerca svolte dai dipendenti, non in possesso di lauree in ambito tecnico-scientifico, il credito d’imposta è del 25% anziché del 50% come nel caso di personale altamente qualificato.

Come detto non è necessario presentare nessuna istanza d’accesso alla misura, è richiesta la predisposizione di un’apposita documentazione contabile con l’indicazione dell’effettività dei costi sostenuti e con l’attestazione di regolarità formale da conservare solo per dimostrare la sussistenza dei requisiti in caso di controlli successivi all’erogazione dell’incentivo. La documentazione deve essere certificata dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale, oppure da un professionista iscritto nel registro dei revisori legali.

La misura è valida fino al 31 dicembre 2019. Si segnala, infine, che il credito d’imposta è pienamente cumulabile con le agevolazioni del patent box.

Avv. Marco De Paolis
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DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
INTERNAZIONALIZZAZIONE E STARTUP
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
T. +39 030 2421245
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E. marco.depaolis@studiomarcodepaolis.it

 

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