Mese: ottobre 2015

Operativa la possibilità di passaggio dal bando Brevetti+ al bando Brevetti+ 2

Invitalia ha introdotto l’opportunità per le imprese, che hanno presentato la domanda del bando Brevetti+, di richiedere il passaggio al bando Brevetti +2, attivo dal 6 ottobre u.s.. La condizione per procedere al cd. switch è che il procedimento istruttorio inerente al bando Brevetti+ non sia ancora concluso.

La richiesta di switch va predisposta con l’apposito modello ed inviata ad Invitalia dal legale rappresentate dell’impresa a mezzo Pec.

Nel caso di accettazione della richiesta verrà assegnato un nuovo protocollo alla domanda presentata con Brevetti+ 2 e riprenderà l’istruttoria sulla base dei criteri di valutazione previsti da Brevetti+ 2.

Potranno essere finanziate anche le spese sostenute prima dello switch da Brevetti+ a Brevetti+ 2, purché sostenute dopo la data di presentazione della domanda di Brevetti+.

Avv. Marco De Paolis
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DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
INTERNAZIONALIZZAZIONE E STARTUP
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16 miliardi di euro per ricerca e sviluppo: ufficiale il Work Programme 2016-2017 di Horizon 2020

16 miliardi di euro è la somma stanziata dall’Unione Europea per finanziare progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito del Work Programme 2016-2017 di Horizon 2020.

Tra gli obiettivi perseguiti vi è la promozione di attività strutturate e di investimenti in tecnologie industriali allo scopo di incentivare il potenziale di crescita delle aziende europee ed aiutare le PMI innovative a trasformarsi in imprese leader a livello mondiale.

Le principali aree, a cui devono essere inerenti i progetti, sono le seguenti:

  1. consolidamento della leadership nelle tecnologie abilitative e industriali (ICT, materiali avanzati, manifatturiero avanzato e processi – spazio);
  2. accesso al capitale di rischio;
  3. intero ciclo dell’innovazione delle PMI: valutazione iniziale, sviluppo, produzione e commercializzazione;
  4. salute, cambiamento demografico e ambiente;
  5. sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina;
  6. energia pulita, sicura ed efficiente;
  7. trasporti intelligenti, integrati, verdi;
  8. società sicure, inclusive, innovative;
  9. azione climatica, efficienza energetica e materie prime.

Possono usufruire delle risorse previste enti pubblici e privati, organizzazioni no profit, e qualsiasi soggetto giuridico stabilito in uno stato membro, un paese associato o un paese terzo. Ad eccezione del programma “SME Instrument“, al quale le società possono partecipare autonomamente, per la richiesta dei fondi occorre la costituzione di un partenariato internazionale con almeno 3 soggetti giuridici indipendenti, ognuno dei quali stabilito in un differente Stato membro o paese associato.

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Obblighi informativi sui soci per le startup e le pmi innovative nelle campagne di equity crowdfunding

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con i pareri del 2 settembre u.s. n. 154287 e n. 154297, ha fornito alcune importanti indicazioni alle startup ed alle pmi innovative, che abbiano promosso campagne di equity crowdfunding, utili anche per le società titolari delle piattaforme.

Gli articoli 4, comma 3, lett. h) del D.l. n. 3/2015 (cd. Investment Compact) e 25, comma 12, lett. g), del D.l. n. 179/2012, dispongono specifici obblighi informativi sui soci, richiedendo, in particolare, il deposito del curriculum vitae. 

Il Mise ha precisato che il deposito del curriculum vitae dei soci per una società, che effettua una campagna di equity crowdfunding e presenta quindi un azionariato diffuso, è limitato a quelli che sono da considerarsi soci rilevanti. I pareri ministeriali fanno riferimento alla definizione di soci rilevanti prevista dal Testo Unico della Finanza, individuandoli in coloro quelli che hanno una partecipazione superiore al 5%.

In questo modo, non si aggrava l’onere informativo a carico sia delle società che delle piattaforme e si garantisce piena trasparenza all’investitore, che può conoscere chi effettivamente detenga il controllo o comunque partecipazioni rilevanti.

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Parere Mise n. 154287/2015

Parere Mise n. 154297/2015

Costituzione di una startup? Meglio una srl ordinaria che una semplificata

Chi intende costituire una startup, quando chiede assistenza per procedere con quest’attività, punta spesso ad utilizzare la variante della società a responsabilità limitata semplificata (srls). Questo modello societario suscita, infatti, molto interesse in quanto ritenuto più economico e più semplice nel funzionamento. Tuttavia, la realtà è ben diversa non essendo la srls economica ma, soprattutto, complessa e caratterizzata da una serie di restrizioni che ne ostacolano la piena operatività.
Esaminiamo, dunque, quali sono i limiti della srl semplificata:

a) il capitale sociale non può superare i 9.999,99 euro, il che rappresenta un ostacolo nel caso in cui si raccolgano finanziamenti per un importo superiore necessari per lo sviluppo della società;

b) le norme sul funzionamento e sull’amministrazione sono stabilite dalla legge e, quindi, non possono essere modificate per renderle più conformi alle esigenze dei soci. La srl semplificata si fonda su un atto costitutivo, il cui modello è stabilito a livello ministeriale, e non dispone di un suo specifico statuto, che costituisce lo strumento con cui i soci stabiliscono le loro regole. Per fare un esempio, le decisioni sono prese dai soci con le maggioranze stabilite dalla legge, che non si possono modificare;

c) l’accesso al credito e di finanziamenti è limitato;

d) i soci possono essere solo persone fisiche, non persone giuridiche (ad es. altre società);

e) i costi di gestione e la tassazione sono sono le stesse di una società ordinaria.

Fate, pertanto, attenzione a non farvi ingannare dal modello della srl semplificata, che può pregiudicare lo sviluppo e la crescita della vostra startup, e prendete in considerazione il modello della srl ordinaria, usufruendo sia dell’assenza del capitale sociale minimo (può essere anche qui pari almeno ad 1 euro) che della piena libertà di stabilire vostre regole di funzionamento ed amministrazione, oltre all’accessibilità più ampia agli strumenti di finanziamento.

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Misure per l’internazionalizzazione delle imprese: le novità sulle stabili organizzazioni

Il Decreto legislativo n. 147/2015, con cui sono state adottate misure per l’internazionalizzazione delle imprese, è intervenuto anche sulle cd. stabili organizzazioni.

Con riferimento alle stabili organizzazioni estere di soggetti residenti è stato introdotto il regime opzionale di esenzione dei redditi e delle perdite da queste realizzati (cd. branch exemption), che è alternativo al meccanismo del credito per le imposte assolte all’estero.

Questo regime opzionale si applica a tutte le stabili organizzazioni estere, sia alle nuove, dalla loro costituzione, che a quelle già esistenti, con la previsione di un regime transitorio. Infatti, le stabili organizzazioni già esistenti potranno essere soggette ad un regime di recapture delle perdite nette realizzate nei cinque anni precedenti, che rendono gli utili successivi imponibili fino a concorrenza del loro ammontare.

Infine, si è previsto che l’esistenza di una stabile organizzazione estera potrà essere oggetto di interpello ordinario nel caso in cui si debba decidere sull’attribuzione del credito per le imposte all’estero o dell’alternativo regime di branch exemption.

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Brevetti+2, dal 6 ottobre operativo lo sportello per le domande: ecco le istruzioni

Dalle ore 12 di martedì 6 ottobre p.v. sarà operativo lo sportello per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni del bando Brevetti+2. Con questo programma il Ministero dello Sviluppo Economico si rivolge alle PMI e agli spinoff accademici/universitari che presentano progetti per la valorizzazione economica di brevetti rilasciati dal 2013 (dal 2012 per gli spinoff). A questo link trovate il testo del bando: http://www.uibm.gov.it/attachments/Bando%20Brevetti+2.pdf.

Il bando è gestito da Invitalia. Pertanto, i candidati dovranno richiedere l’account di accesso ai servizi di Invitalia (https://appregistrazioneaccountinvitalia.invitalia.it/Pages/default.aspx) ed indicare un indirizzo di posta elettronica ordinario (non deve essere indicato un indirizzo PEC). Al termine della registrazione riceveranno un’email per la conferma dell’account e l’attivazione della registrazione.

Completate le suddette fasi preliminari, i candidati potranno accedere alla procedura on line per l’inserimento del project plan e della documentazione richiesta, da firmare digitalmente da parte del legale rappresentante dell’impresa richiedente, all’atto della spedizione. Entro 30 giorni dall’assegnazione del protocollo elettronico, il project plan, unitamente agli allegati richiesti, deve essere inviato, esclusivamente a mezzo PEC, all’indirizzo brevettiplus@pec.invitalia.it.

Le domande saranno esaminate in base all’ordine di arrivo. Sarà quindi opportuno essere celeri nella predisposizione dei materiali richiesti per avere più opportunità di ricevere quanto stanziato dal bando.

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