Mese: maggio 2015

Dall’1 luglio aperte le domande per le agevolazioni delle reti d’impresa nell’artigianato digitale

Il 23 aprile scorso abbiamo presentato il programma di agevolazioni a sostegno di attività innovative nell’ambito dell’artigianato digitale e della manifattura sostenibile, che prevede uno stanziamento in via definitiva di 9 milioni di euro (https://studiodepaolisbrescia.wordpress.com/2015/04/21/15-milioni-di-euro-in-incentivi-per-artigianato-digitale-e-manifattura-sostenibile-realizzato-da-reti-dimpresa/).

Questo programma è ora operativo con le seguenti previsioni: dall’1 luglio 2015 (ore 10) fino al 25 settembre 2015 (ore 12) le attività innovative, nell’ambito dell’artigianato digitale e della manifattura sostenibile, realizzate da reti (ATI e RTI), costituite da almeno 15 imprese, di cui almeno il 50% rappresentato da imprese artigiane o micro-imprese, potranno presentare le domande di accesso alle agevolazioni. Queste agevolazioni sono costituite da una sovvenzione parzialmente rimborsabile, di importo pari al 70% delle spese ammissibili, di cui è stata data indicazione nel precedente articolo.

Un’ultima nota riguarda la spedizione delle domande, che dovranno essere inviate tramite posta elettronica certificata all’indirizzo dgiai.artigianatodigitale@pec.mise.gov.it.

Avv. Marco De Paolis
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DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
INTERNAZIONALIZZAZIONE E STARTUP
Piazzetta Monsignor Almici, 13
25124 Brescia
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Raccogliere capitali con gli strumenti finanziari partecipativi: una valida opzione per le imprese innovative

Uno dei più efficaci mezzi per raccogliere risorse finanziarie a disposizione delle imprese innovative (startup/PMI) sono gli strumenti finanziari partecipativi (SFP).

Si caratterizzano per l’estrema flessibilità essendo la loro configurazione determinabile sulla base delle particolari esigenze della società emittente e dei suoi investitori. Infatti, in questi strumenti possono essere concordati specifici diritti, come a) una partecipazione più ampia agli utili societari, b) il voto su singole materie di particolare interesse per l’investitore, escluso quelle nelle decisioni dei soci ai sensi degli articoli 2479 e 2479-bis cod. civ., c) la conversione in quote societarie degli SFP con modalità, costi e tempi predeterminati o d) la liquidazione preferenziale degli utili in caso di scioglimento della società.

Per emetterli è necessario che lo statuto della società contenga una specifica clausola in materia; diversamente si dovrà procedere ad una sua modifica che la autorizzi. Una volta deliberata l’emissione di SFP la società dovrà predisporre uno specifico regolamento contenente le regole predefinite per i suoi strumenti. Come premesso, gli SFP sono modellabili da ogni società; pertanto, non esistono regolamenti standardizzati.

Gli SFP rappresentano quindi un utile veicolo capace di attrarre investimenti in denaro da parte di soggetti, non necessariamente interessati al capitale sociale (cd. equity), ma che decidono di puntare ad una remunerazione derivante dal riconoscimento di una più favorevole partecipazione ai futuri utili e/o fatturato.

Le imprese innovative hanno così un’opportunità concreta di attrarre investimenti in quanto non scontano, se costituite in forma di società a responsabilità limitata (srl), il divieto di emissione di titoli debito, se non a favore di investitori professionali (banche, SGR).

Avv. Marco De Paolis

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