Mese: aprile 2015

15 milioni di euro in incentivi per artigianato digitale e manifattura sostenibile realizzato da reti d’impresa

Sono in arrivo agevolazioni a sostegno di attività innovative nell’ambito dell’artigianato digitale e della manifattura sostenibile che siano realizzate da Associazioni e Raggruppamenti temporanei di imprese (ATI e RTI) o da Reti di imprese.

La condizione è che questi raggruppamenti siano costituiti da almeno 15 partecipanti, di cui almeno il 50% rappresentato da aziende artigiane o microimprese.

Le modalità per accedere a questi incentivi sono contenute nel decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 17 febbraio 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 82 del 9 aprile 2015. I termini, iniziale e finale, e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione saranno definiti con successivo decreto a firma del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, che sarà emanato entro 90 giorni dalla data di pubblicazione dell’attuale decreto ministeriale, avvenuta, come sopra indicato, il 9 aprile 2015.

In primo luogo, saranno ammessi programmi innovativi, con spese comprese tra 100.000€ e 1.400.000€, finalizzati a) alla creazione di centri di sviluppo di software e hardware a codice sorgente aperto per la crescita e il trasferimento di conoscenze alle scuole, alla cittadinanza, agli artigiani e alle microimprese; b) creazione di centri per l’incubazione di realtà innovative nel mondo dell’artigianato digitale; d) creazione di centri per servizi di fabbricazione digitale rivolti ad artigiani e microimprese; d) messa a disposizione di tecnologie di fabbricazione digitale; e) creazione di nuove realtà artigianali o reti manifatturiere incentrate sulle tecnologie di fabbricazione digitale.

I programmi dovranno prevedere inoltre lo sviluppo, la condivisione e la fruizione di tecnologie digitali per la fabbricazione di nuovi prodotti e la promozione di processi produttivi e commerciali non convenzionali, in particolare attraverso la realizzazione delle seguenti attività: 1) ricerca e sviluppo di software e hardware di fabbricazione digitale; 2) condivisione in modalità open di informazioni, documentazione e dati inerenti a processi progettuali e produttivi, anche attraverso l’impiego di servizi digitali, in particolari a quelli erogati in modalità cloud; 3) messa a disposizione delle tecnologie e dei servizi di fabbricazione digitale per facilitare il passaggio dal concetto di prodotto alla sua realizzazione e vendita, con focus specifico su modellazione e stampa 3D, strumenti di prototipazione elettronica avanzata e software dinamici, tecnologie di open hardware, lavorazioni digitali quali il tagli laser e la fresatura a controllo numerico; 4) diffusione delle nuove tecnologie digitali di fabbricazione e commercializzazione presso le istituzioni scolastiche autonome, istituti di ricerca pubblici, università, imprese ed enti autonomi con funzioni di rappresentanza del tessuto produttivo che hanno sottoscritto accordi di collaborazione.

Infine, i progetti dovranno avere una durata compresa tra un minimo di 24 e un massimo di 36 mesi e prevedere forme di collaborazione con istituti di ricerca pubblici; università; istituzioni scolastiche autonome; imprese ed enti autonomi con funzioni di rappresentanza del tessuto produttivo.

I soggetti ammessi riceveranno una sovvenzione parzialmente rimborsabile, di importo pari al 70% delle spese ammissibili. Nello specifico, la sovvenzione dovrà essere rimborsata – senza interessi, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti, per un numero massimo di 10 quote – per una percentuale pari all’85% dell’importo assegnato.
Il restante 15% (da non rimborsare) sarà concesso a titolo di contributo in conto impianti e/o conto gestione.

Avv. Marco De Paolis
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DE PAOLIS
CONSULENZA LEGALE E SOCIETARIA
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200.000€ per la valorizzazione delle eccellenze italiane con la call Petroleum della Fondazione Obiettivo Lavoro

“Petroleum – Progetti per creare occupazione e valorizzare le ricchezze d’Italia” è l’iniziativa, promossa dalla Fondazione Obiettivo Lavoro, in collaborazione con Fondazione Italiana Accenture e la piattaforma IdeaTre60, per sostenere la nascita di nuove imprese e favorire l’occupazione attraverso la valorizzazione delle eccellenze nazionali.

Sono ricercate idee di startup e sviluppo imprenditoriale caratterizzate da innovatività, sosteniblità e capacità di creare occupazione nell’ambito del patrimonio culturale (storia e tradizioni, professioni a forte contenuto di creatività, solidarietà e coesione sociale, educazione e stili di vita), ambientale (territori ed ecosistemi, tutela dell’esistente, recupero di danneggiamenti, fruizione consapevole attraverso modalità di turismo innovativo), eno-gastronomico (prodotti e luoghi di produzione, preparazione dei cibi, educazione del gusto, cultura nutrizionale), artistico (beni e siti da promuovere e gestire attraverso nuovi approcci di diffusione della conoscenza e metodologie ad alto contenuto di sostenibilità economica, sociale ed ambientale) e della promozione e gestione del turismo consapevole (attività di comunicazione e marketing, nuove modalità di viaggio, accesso ai siti, integrazione della filiera complessiva delle eccellenze italiane).

Le candidature possono essere presentate da cittadini, residenti in Italia che siano maggiorenni, inoccupati, o occupati in imprese attive da non più di due anni, sia singolarmente che in team. L’iscrizione deve essere effettuata entro le 10 del 30 giugno 2015 secondo la procedura on-line dalla barra “PARTECIPA AL CONCORSO” disponibile al seguente link (http://petroleum.ideatre60.it/).

Ai 5 migliori saranno assegnati i premi, per complessivi 200.000€, di cui 100.000€ in forma di contributi finanziari e 100.000€ in servizi di consulenza manageriale per l’avvio e lo sviluppo dei progetti di impresa.

Avv. Marco De Paolis
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CHIARIMENTI SULL’APPLICAZIONE DEL PATENT BOX

L’Investment Compact, nella sua versione definitiva (Legge n. 33/2015, di conversione del Decreto Legge n. 3/2015), ha confermato il Patent box, il nuovo regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di alcune tipologie di beni immateriali, conseguiti da società ed enti commerciali svolgenti attività di ricerca e sviluppo, che consente, con decorrenza dall’1 gennaio 2015, di beneficiare dell’esclusione, dalla base imponibile delle imposte sui redditi e dell’IRAP, di una quota pari al 30% del reddito derivante dall’utilizzo indiretto di opere dell’ingegno, marchi e brevetti. La predetta quota di detassazione sarà pari al 40% nel 2016 e al 50% (a regime) dal 2017.

L’agevolazione spetta anche in caso di utilizzo diretto dei beni immateriali nell’attività d’impresa. In tale ipotesi, il reddito figurativo derivante dallo sfruttamento delle attività è detassato in misura corrispondente al contributo economico apportato da tali beni nella produzione del reddito complessivo, la cui determinazione dovrà essere preventivamente concordata con l’Agenzia delle Entrate attraverso una procedura di ruling.

Il Patent box, originariamente applicabile ai marchi d’impresa solo se funzionalmente equivalenti ai brevetti, è oggi in vigore anche quelli commerciali.

L’ammontare dell’agevolazione è determinato in base al rapporto tra i costi di ricerca e sviluppo sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene. L’Investment Compact include tra i costi agevolati anche quelli per attività di ricerca e sviluppo affidata in outsourcing (ad università, enti di ricerca o imprese esterne) e quelli sostenuti per l’acquisizione dei beni immateriali ammissibili al beneficio. Resta da definire il criterio di collegamento tra le attività di ricerca e sviluppo e il bene immateriale. In attesa del decreto del Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con quello dell’Economia, in merito alla circostanza se le spese di ricerca agevolabili siano riferibili anche ai prodotti commercializzati sotto le vesti del marchio ovvero soltanto al marchio stesso, dalle relazioni tecniche del Ministero dello Sviluppo, si deduce che non si useranno come parametro né la normativa del credito d’imposta né il regolamento UE n. 651/2014 sugli aiuti compatibili con il mercato interno, ma le linee guida OCSE, che tengono in considerazione non solo i costi della ricerca e sviluppo in senso stretto ma anche quelli dell’innovazione legati a marchi, disegni o modelli.

È stato altresì oggetto di revisione il rapporto per calcolare la percentuale massima di detassazione dei redditi derivanti dallo sfruttamento dei beni immateriali agevolabili, con la previsione di un incremento di un ulteriore 30% del numeratore, correlato alle spese sostenute per l’acquisizione di beni immateriali ovvero per i costi sostenuti in outsourcing con le società del gruppo. Pertanto, al numeratore del rapporto va inclusa la totalità delle spese di ricerca, rilevanti ai fini fiscali, sostenute in proprio e di quelle commissionate a soggetti terzi (es. Università ed enti di ricerca esterni), per le quali vi è un riconoscimento integrale. Questo valore va incrementato delle eventuali spese qualificate, rilevanti ai fini fiscali, sostenute per l’acquisizione dei beni immateriali o per contratti stipulati con società del gruppo fino a un massimo del 30%.

Il denominatore del rapporto è, invece, costituito dalla totalità delle spese sostenute relative allo stesso bene. Il beneficio della detassazione sarà pieno, nella misura massima stabilita dalla norma (ossia il 50% del reddito), se le spese con riconoscimento parziale non eccedono il 30% delle altre spese; qualora le prime spese superino tale limite, vi sarà una riduzione proporzionale del beneficio crescente con l’aumentare di dette spese rispetto alle altre.

Con le disposizioni attuative del decreto del Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con quello dell’Economia, si dovrà inoltre precisare se il calcolo dell’agevolazione dovrà essere eseguito con riferimento ad ogni singolo marchio o brevetto o in modo cumulativo per anno di riferimento, nonché se i costi debbano essere sostenuti nell’anno in cui si intende beneficiare dell’agevolazione.

Infine, va ricordato che l’opzione per l’applicazione del Patent box ha validità per 5 esercizi ed è irrevocabile. Decorso il quinquennio di applicazione sarà possibile di rinnovare il regime opzionale.

Avv. Marco De Paolis
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